Nuove modalità operative e di riscossione senza nuovi oneri, per garantire trasparenza, efficienza e presidio pubblico della piattaforma digitale portuale
Genova – L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha comunicato che dal 1° aprile 2026 entreranno in vigore le nuove modalità di gestione e riscossione del diritto d’uso del Port Community System (PCS), la piattaforma digitale che coordina e integra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nei processi portuali.
Il provvedimento, chiariscono dall’AdSP, non introduce nuovi oneri né varia la struttura economica già in vigore, ma aggiorna le procedure operative e amministrative alla luce delle evoluzioni normative e organizzative nazionali, consolidando un modello applicato dal 2017. Il PCS rappresenta un’infrastruttura strategica per il funzionamento del porto, assicurando efficienza operativa, tracciabilità, sicurezza dei dati e integrazione tra operatori e istituzioni.
L’aggiornamento arriva dopo l’accordo procedimentale siglato il 3 marzo 2026 tra AdSP e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che assegna all’Autorità il diritto di utilizzare e sviluppare il PCS a tempo indeterminato e gratuitamente. L’AdSP assume quindi un ruolo diretto nella gestione della piattaforma, garantendo continuità operativa e presidio pubblico su un’infrastruttura ritenuta fondamentale per la competitività del sistema logistico-portuale.
Il diritto d’uso resta fissato a 1,23 euro per container pieno in traffico internazionale extra-UE (oltre IVA se dovuta), già applicato a Genova. Per Savona-Vado è previsto un periodo transitorio fino al 30 giugno 2026 con tariffa di 1 euro, in attesa del completamento dell’adeguamento tecnico del sistema. La riscossione avverrà mensilmente tramite documenti contabili generati dal PCS, secondo criteri di trasparenza e tracciabilità.
Il modello adottato segue il principio “chi usa paga”, con l’obiettivo di coprire i costi di gestione e sviluppo della piattaforma senza gravare su chi non la utilizza. L’AdSP prevede un tavolo permanente di confronto con la comunità portuale per monitorare l’efficacia del sistema. L’ordinanza consolida inoltre l’uso del PCS per la gestione digitale dei flussi documentali relativi al traffico containerizzato extra-UE, garantendo uniformità operativa tra gli scali di Genova-Prà e Savona-Vado.
“Il Port Community System è oggi un’infrastruttura essenziale per il funzionamento del porto e per la comunità logistico-portuale”, commenta il Segretario Generale Tito Vespasiani. “Con questo aggiornamento confermiamo un principio chiaro: nessun nuovo onere economico, ma maggiore trasparenza ed efficienza nella gestione. La governance pubblica diretta consente di presidiare un asset strategico, garantendo sicurezza dei dati, affidabilità dei processi e coerenza nell’evoluzione del sistema, a beneficio degli operatori e dei clienti finali del porto.”
