Il report di Fondazione Sanlorenzo evidenzia criticità e opportunità e propone strategie di sviluppo sostenibile e collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali
La Spezia – Le piccole isole italiane emergono come laboratori naturali delle grandi sfide contemporanee: giustizia territoriale, equità sociale e transizione ecologica. È quanto evidenzia il report “Piccole Isole – Analisi e prospettive delle isole minori italiane”, realizzato da Glocal Impact Network per Fondazione Sanlorenzo, che raccoglie per la prima volta dati quantitativi e analisi qualitative sul funzionamento e sulle opportunità dei territori insulari, suggerendo nuove strategie di sviluppo basate sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, enti non profit e comunità locali.
“Le piccole isole rappresentano un contesto unico, in cui marginalità geografica e difficoltà di accesso ai servizi convivono con una forte identità culturale e comunità capaci di resilienza e innovazione”, afferma Cesare Perotti, presidente della Fondazione insieme alla sorella Cecilia e al padre Massimo. “Il report invita a superare risposte immediate per adottare un approccio di innovazione trasformativa, capace di incidere in modo strutturale sul futuro dei territori”.
Lo studio evidenzia alcune criticità strutturali: l’accesso ai servizi essenziali come sanità, istruzione e mobilità resta complesso, con tempi medi di oltre 70 minuti per raggiungere il centro più vicino. Non sorprende, quindi, che molte isole siano classificate come aree periferiche o ultra-periferiche.
Dal punto di vista demografico, tra il 2011 e il 2019 le isole hanno registrato una crescita complessiva dell’1,6%, in controtendenza rispetto alla media nazionale (-0,2%). Tra le realtà più dinamiche figurano Procida, Ischia e Ventotene, mentre altre come Capraia, San Pietro e Giglio hanno registrato un calo della popolazione.
Le fragilità emergono soprattutto nel mercato del lavoro: il tasso medio di occupazione è del 50,5%, inferiore alla media nazionale del 59,3%, e la percentuale di laureati si ferma al 10,8% contro il 13% nazionale. La distanza dai principali poli formativi limita l’accesso all’istruzione superiore e contribuisce al divario.
Un altro nodo cruciale è la pressione turistica. Secondo il Rapporto ISTAT 2023, il turismo è una risorsa economica strategica, ma genera fenomeni di overtourism, con impatti rilevanti sull’equilibrio sociale e ambientale. Il rapporto tra visitatori e residenti evidenzia come, in alcuni casi, la capacità di carico dei territori venga superata, rendendo urgente ripensare i modelli di sviluppo.
Tra le soluzioni proposte dal report, il rafforzamento di ecosistemi territoriali multidisciplinari che mettano in rete istituzioni, università, imprese e società civile. Le isole minori, grazie alla loro dimensione ridotta e alla forte coesione comunitaria, possono diventare spazi di sperimentazione per modelli replicabili in altri contesti.
La ricerca è stata condotta attraverso un approccio ibrido: analisi documentale, raccolta di dati quantitativi e qualitativi, interviste a distanza, workshop partecipativi e attività di co-progettazione a Ponza e Capraia. L’obiettivo è individuare i bisogni specifici delle comunità e costruire strategie condivise di sviluppo sostenibile, con report dedicati in arrivo nei prossimi mesi.
Il progetto mira a creare una base di conoscenza e collaborazione per attivare processi di innovazione trasformativa e garantire alle isole minori italiane un futuro più sostenibile, resiliente e inclusivo. “Ora la responsabilità è della società civile: costruire un’infrastruttura di dialogo che metta insieme tutti gli attori strategici e porti nuove progettualità nelle isole minori italiane”, conclude Perotti.
