• 15 Ottobre 2026 21:31

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Nuovi Piani Regolatori Portuali di Genova e Savona, confronto aperto tra Autorità e operatori della logistica

Un percorso condiviso per delineare la portualità e la logistica dei prossimi trent’anni, fondato su flessibilità operativa e potenziamento delle infrastrutture ferroviarie.

Genova – Entra nel vivo il ciclo di consultazioni promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per la stesura dei nuovi Piani Regolatori Portuali di Genova e Savona-Vado. I vertici dell’ente, guidati dal Presidente Matteo Paroli e dal Segretario Generale Tito Vespasiani, insieme ai tecnici incaricati della redazione dei documenti strategici, hanno promosso una serie di incontri chiave con i principali attori della filiera logistica e portuale.

Al tavolo di discussione sono intervenuti i rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria: per Uniport erano presenti Ignazio Messina, Francesco Beltrano, Emanuele Faranda e Massimiliano Riccardi; per Assiterminal sono intervenuti Alessandro Ferrari e Luca Becce; Assologistica è stata rappresentata da Paolo Guidi, mentre per Federlogistica ha presenziato Davide Falteri. Ampio spazio è stato dedicato anche al trasporto su ferro, con il contributo di Agens, rappresentata da Luca Bassani, Massimo Morasso e Livio Ravera, e di Fercargo, con Guido Porta.

Il confronto si è concentrato sulla disamina delle linee guida dei Piani in relazione alle concrete esigenze operative e alle stime d’evoluzione dei mercati. La proposta presentata, frutto di complessi studi tecnici ed economici, si configura come una base di lavoro dinamica, aperta a integrazioni e correttivi che verranno via via sottoposti alle verifiche normative necessarie.

Elemento cardine della nuova visione pianificatoria è la flessibilità delle destinazioni d’uso degli spazi. Considerato un orizzonte temporale compreso tra i 25 e i 30 anni, l’obiettivo primario è evitare vincoli eccessivamente rigidi che potrebbero frenare la capacità di adattamento dello scalo. Sebbene la strategia punti a stimolare la crescita di tutte le tipologie di traffico, le proiezioni economiche individuano nei settori dei container, dei rotabili e dei passeggeri i principali motori di sviluppo per il futuro dello scalo ligure.

Particolarmente rilevante è stato il focus dedicato alla rete ferroviaria e al trasporto intermodale, condotto con i vertici di Agens e Fercargo, supportati dalle strutture tecniche di RFI e Mercitalia Shunting & Terminal. Il potenziamento delle infrastrutture su ferro rappresenta una leva imprescindibile per incrementare la capacità portuale, consentendo un progressivo e cospicuo trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia. Il rafforzamento delle connessioni di ultimo miglio, l’ammodernamento dei parchi e delle stazioni interne agli scali, uniti alla piena integrazione con la nuova opera del Terzo Valico, mirano a rendere la logistica ligure non solo più efficiente, ma anche sostenibile, riducendo l’impatto del traffico pesante sulla viabilità cittadina e autostradale.

Per garantire la massima trasparenza e favorire la cooperazione con il cluster portuale, l’Autorità ha predisposto l’apertura di una data room dedicata. Lo strumento consentirà a tutti gli operatori di accedere agevolmente alla documentazione di riferimento, garantendo una piattaforma informativa omogenea e condivisa.

In merito alle prospettive tracciate dalle nuove linee guida, il presidente Matteo Paroli ha sottolineato come una pianificazione a lungo termine debba necessariamente ricercare un punto di equilibrio virtuoso tra le ambizioni di sviluppo e le condizioni reali del territorio. Il vertice dell’ente ha rimarcato che la flessibilità introdotta non equivale a un rinvio delle decisioni, bensì alla volontà di evitare rigidità che potrebbero limitare la competitività dello scalo nel tempo. Trasformare le opportunità in crescita economica richiede un impegno congiunto: l’Autorità fornirà le condizioni infrastrutturali, gli operatori privati dovranno accompagnarle con investimenti mirati, mentre le istituzioni pubbliche saranno chiamate a facilitare i processi strategici. L’obiettivo finale rimane quello di far crescere il porto in piena armonia con il proprio territorio, trasformando la pianificazione in occupazione e competitività per l’intero sistema paese.