• 7 Settembre 2026 13:58

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La crisi dello Stretto di Hormuz mette a rischio l’export agroalimentare ma la logistica corre ai ripari a Verona

Esperti e grandi marchi si confrontano alla Nord Ovest Academy per ridisegnare le rotte e proteggere le spedizioni di merci deperibili verso il Golfo

Cuneo – La tempesta geopolitica che sta scuotendo il Medio Oriente presenta un conto salatissimo al commercio globale e accende i riflettori sulla tenuta della catena logistica legata all’agroalimentare. La chiusura dello Stretto di Hormuz e la conseguente crisi delle rotte marittime sono state al centro della nuova edizione della Nord Ovest Academy, l’importante appuntamento di formazione e networking organizzato a Verona da Nord Ovest S.p.A., azienda cuneese leader nelle spedizioni nazionali e internazionali. L’incontro ha riunito una fitta rete di esportatori, importatori, compagnie marittime ed esperti assicurativi per fare il punto sulla gestione delle merci deperibili in un momento di estrema instabilità per l’export ortofrutticolo.

Il blocco delle rotte tradizionali e il dirottamento delle navi hanno costretto l’intera filiera del freddo a ridisegnare rotte, tempi e strategie contrattuali per mantenere aperti i canali di fornitura verso i mercati strategici del Golfo. Ad aprire il dibattito sono state le testimonianze del mondo aziendale in prima linea nella gestione dell’emergenza. Il dottor Davide Macciò, Assistant Vice-President Global Logistics & Supply Chain di Del Monte, ha mostrato l’impatto reale della crisi sulla frutta fresca, quantificando l’impennata dei costi di trasporto e le complessità operative generate dai continui cambi di rotta. Una pressione che si riflette direttamente sulla grande distribuzione organizzata dell’area mediorientale, come confermato dal dottor Alessandro Simone, Country Manager di LuLu International Group, che ha descritto le enormi difficoltà incontrate dagli importatori nel garantire la regolarità degli approvvigionamenti in mercati che dipendono quasi interamente dall’estero.

Per rispondere al caos logistico, i grandi vettori marittimi hanno dovuto attivare piani d’emergenza immediati. Il dottor Andrea Medica, Reefer Manager di MSC Italia, ha illustrato i complessi correttivi introdotti dalla compagnia per non interrompere i servizi, combinando l’uso di rotte marittime alternative a collegamenti terrestri strutturati appositamente per la gestione dei container refrigerati. Oltre ai problemi pratici di navigazione, le aziende si trovano però a fare i conti con tutele legali e coperture finanziarie che rischiano di saltare. Su questo delicato fronte sono intervenuti l’avvocato Enrico Molisani, del Centro Internazionale Studi Containers (CISCo), e il dottor Marco Consigliere, Head of Marine, Cargo & Logistics Italy di Marsh Insurance Brokers, che hanno analizzato l’evoluzione dei contratti e delle polizze assicurative nei contesti di guerra e instabilità geopolitica, offrendo alle imprese gli strumenti necessari per calcolare e mitigare il rischio.

La via d’uscita da questa crisi globale passa inevitabilmente attraverso la condivisione delle competenze e la flessibilità dei modelli di business. Valentina Mellano, CEO di Nord Ovest, ha ribadito il valore strategico dell’iniziativa spiegando che di fronte a catene di approvvigionamento sempre più frammentate e complesse diventa vitale creare momenti di confronto per offrire alle imprese gli strumenti concreti per interpretare il cambiamento. Una visione condivisa da Massimo Delpozzo, CSO di Nord Ovest, il quale ha ricordato che la logistica dei prodotti deperibili non tollera improvvisazioni e che per proteggere il valore delle merci non è più sufficiente cambiare rotta sulla mappa, ma serve un coordinamento totale tra operatori, vettori, assicuratori e legali in grado di garantire risposte tempestive al mercato.