A bordo del brigantino più grande del mondo dieci giovani pazienti tra i 16 e i 19 anni affrontano un percorso terapeutico tra navigazione e analisi del linguaggio digitale
Genova – Dal 19 al 23 maggio, le acque tra Vibo Marina e Reggio Calabria diventeranno lo scenario di un innovativo esperimento di riabilitazione psichiatrica. Protagonista è Nave Italia, che ospiterà il progetto “Real or Reel?”, promosso per il terzo anno consecutivo dall’Azienda USL Toscana Centro. L’iniziativa si rivolge a dieci giovani tra i 16 e i 19 anni affetti da disturbi dell’umore e della personalità, focalizzandosi su uno dei momenti più critici del percorso di cura: il passaggio dai servizi per l’età evolutiva a quelli per l’età adulta.
Il cuore del progetto risiede nell’integrazione tra l’intervento clinico tradizionale e l’esperienza immersiva della navigazione. A bordo, i ragazzi non saranno semplici passeggeri, ma parte attiva della vita sul brigantino. Attraverso laboratori creativi, i partecipanti analizzeranno il linguaggio dei reel dei social network, utilizzandoli come specchio per riflettere sulla distanza tra l’autenticità delle proprie emozioni e la rappresentazione di sé nel mondo digitale.
La vita in mare, con i suoi ritmi serrati e l’imprevedibilità del vento, funge da potente metafora del mondo interiore. Secondo Alessio De Ciantis, neuropsichiatra infantile e responsabile del progetto, l’esperienza a bordo favorisce lo sviluppo di competenze fondamentali come la tolleranza della frustrazione e la gestione emotiva, inserendole in un contesto di cooperazione e fiducia. L’obiettivo è garantire una continuità terapeutica che coinvolga non solo i pazienti, ma anche le loro famiglie, sostenendo l’autonomia necessaria per affrontare l’età adulta.
L’iniziativa vanta una collaborazione multidisciplinare che vede coinvolti i Dipartimenti di Salute Mentale, Servizio Sociale e le professioni infermieristiche e tecnico-sanitarie. Stefania Rossi, vice responsabile del progetto, sottolinea come questo lavoro condiviso serva a consolidare le strategie sperimentate a bordo per poi riportarle nella quotidianità, prevenendo il rischio di ricadute.
Oltre all’aspetto riabilitativo, Nave Italia si conferma un baluardo contro lo stigma sociale. Gianmaria Rocchi, project manager della Fondazione Tender To Nave Italia ETS, evidenzia come l’ambiente protetto del brigantino permetta di abbattere i pregiudizi legati al disagio psichico, promuovendo un’integrazione reale.
La campagna 2026 di Nave Italia, realizzata in collaborazione con la Marina Militare, è solo all’inizio. Il calendario dei prossimi mesi prevede un fitto programma di solidarietà e inclusione:
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Dal 26 al 30 maggio: Spazio ad Animenta APS per il contrasto ai disturbi del comportamento alimentare.
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Dal 2 al 6 giugno: L’Università di Bergamo promuoverà il dialogo intergenerazionale e la longevità in salute.
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Dal 9 al 13 giugno: A bordo saliranno i partecipanti del progetto del Comune di Vasto dedicato alle disabilità.
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Seconda metà di giugno: Sarà la volta delle patologie reumatologiche con APMARR e dei percorsi post-oncologici con l’Associazione AGOP.
Entro la fine della stagione, prevista per il 31 ottobre, Nave Italia avrà toccato 19 porti, accogliendo oltre 400 partecipanti e trasformando il mare in un luogo di cura e rinascita per centinaia di giovani.
