La nautica tra ambizioni globali e criticità locali: imprenditori e istituzioni si confrontano sul futuro del comparto e sulle sfide per rendere competitivo il territorio
Napoli – L’apertura della 52esima edizione del Nauticsud alla Mostra d’Oltremare di Napoli ha segnato una mattinata di profonda riflessione per l’intero comparto marittimo nazionale. Quella che doveva essere una cerimonia inaugurale si è trasformata in un’articolata analisi dell’economia del diporto, iniziata con un convegno di alto profilo tecnico e culminata nel tradizionale taglio del nastro. Alla presenza di figure chiave come l’assessore Vincenzo Santagada e l’onorevole Girolamo Cangiano, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la nautica, pesca e subacquea, il dibattito ha messo in luce la straordinaria vitalità di un settore che, nonostante i numeri da record, si trova a fare i conti con una burocrazia regionale asfissiante e promesse finanziarie mai tradotte in cantieri.
Il cuore tecnico dell’incontro è stato rappresentato dalla presentazione dello studio realizzato da PwC Italia, illustrato dal partner Egidio Filetto. Il rapporto ha scattato una fotografia nitida delle potenzialità del comparto, ponendo un accento particolare sull’indotto generato dai grandi eventi internazionali come l’America’s Cup. Secondo le analisi presentate, il modello della competizione velica più prestigiosa al mondo dimostra come la nautica possa fungere da acceleratore economico per i territori, a patto che esistano infrastrutture adeguate ad accogliere flussi e imbarcazioni di alto livello. Gennaro Amato e Remo Minopoli, in rappresentanza rispettivamente di Afina e della Mostra d’Oltremare, hanno ribadito come l’impegno degli organizzatori stia portando il salone napoletano a livelli di eccellenza mondiale, fungendo da vetrina per una produzione che non teme confronti.
Tuttavia, l’entusiasmo per i dati economici si è scontrato con l’amarezza degli operatori del settore riguardo alla gestione politica delle infrastrutture campane. Durante i vari interventi, è emerso un diffuso senso di insofferenza nei confronti della passata amministrazione regionale. I relatori hanno ricordato con esplicito disappunto come l’ex governatore Vincenzo De Luca avesse annunciato, nel corso del 2024, una vera e propria pioggia di milioni di euro destinata al potenziamento dei porti e delle vie del mare. Fondi che, ad oggi, non sono mai arrivati a destinazione. Questa mancanza di risposte concrete sta generando un paradosso evidente: mentre le aziende producono imbarcazioni sempre più innovative e richieste dal mercato, la carenza di posti barca e di servizi banchina rischia di strozzare definitivamente la crescita di uno dei pochi asset economici realmente competitivi del Mezzogiorno.
L’inaugurazione si è chiusa con un appello corale alle istituzioni affinché le risorse promesse escano finalmente dai comunicati stampa per trasformarsi in opere pubbliche tangibili. Il Nauticsud resta un simbolo di resilienza e capacità imprenditoriale, ma il messaggio uscito oggi dalla Mostra d’Oltremare è inequivocabile: la nautica italiana corre veloce, ma senza porti e infrastrutture moderne, il rischio è quello di restare ancorati a terra proprio nel momento di massimo slancio.
