Il report Deloitte Confindustria Nautica conferma la leadership tricolore con una crescita del 5% e il primato negli ordini globali dei grandi yacht.
La cantieristica nautica italiana continua a navigare a gonfie vele, confermandosi una realtà in controtendenza rispetto a un mercato globale che attraversa una fase di stabilizzazione. È quanto emerge dalla quarta edizione del report “The State of the Art of the Global Yachting Market”, realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica e presentato presso la sede di Borsa Italiana.
I numeri delineano uno scenario a due velocità: mentre il mercato mondiale delle nuove costruzioni ha segnato una lieve contrazione del 2,1% tra il 2023 e il 2025, assestandosi a 33,3 miliardi di euro, l’industria italiana è cresciuta di circa il 5% nello stesso periodo. Il valore della produzione tricolore per il 2025 è stimato tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro, trainato per il 70% dal segmento dei grandi yacht e dei superyacht.
Secondo Tommaso Nastasi di Deloitte Advisory Italy, la forza dell’Italia risiede proprio nella focalizzazione sui grandi yacht, un asset industriale che si sta dimostrando anticiclico rispetto alle incertezze macroeconomiche globali. Sulla stessa linea il Presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, che ha sottolineato come l’Italia stia consolidando la propria leadership mondiale nel comparto dei superyacht ad alto valore aggiunto, nonostante le difficoltà che colpiscono la nautica di dimensioni minori.
Il ruolo dell’export rimane centrale per il comparto: circa il 90% della produzione nazionale attraversa i confini italiani, con il 70% diretto verso mercati extra-UE. Nel 2024, il settore nautico ha contribuito in modo significativo al surplus commerciale del Paese, rappresentando l’8,6% del totale nazionale. Tuttavia, restano delle sfide all’orizzonte: Antonio Solinas di Deloitte ha avvertito che i dazi e le tensioni commerciali internazionali rappresentano i principali fattori di incertezza per le performance di vendita future.
Dal punto di vista finanziario, Roberta Laveneziana di Borsa Italiana ha evidenziato come l’accesso al mercato dei capitali possa offrire alle imprese della nautica una leva strategica per innovare e gestire i passaggi generazionali. Anche Marina Stella, Direttore Generale di Confindustria Nautica, ha ribadito l’importanza di analisi approfondite per supportare le aziende nelle scelte strategiche in un contesto geopolitico complesso.
Guardando al futuro, le previsioni indicano una stabilizzazione per il 2026, seguita da un graduale rimbalzo nel periodo 2026-2029, con una crescita stimata del 3% annuo. Nonostante i rischi legati all’inflazione e alle barriere commerciali, la fascia alta del mercato — dove l’Italia detiene oggi il 62% dei nuovi ordini mondiali di superyacht — promette di mantenere la rotta della crescita.
