• 12 Settembre 2026 16:40

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Napoli capitale del Mediterraneo per un giorno grazie alla Guardia Costiera

La città partenopea ospita esperti da 14 Paesi per discutere sicurezza e monitoraggio del traffico marittimo nel Mediterraneo

Napoli – La città partenopea è stata al centro del Mediterraneo per un giorno, ospitando la 22esima riunione del Mediterranean Expert Working Group. L’incontro si è svolto presso la sede del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, con vista sul borgo marinaro e su Castel dell’Ovo, ed è stato organizzato dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, in collaborazione con la Direzione Marittima di Napoli, entrambe articolazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’appuntamento internazionale ha avuto l’obiettivo di analizzare i progressi del sistema di monitoraggio del traffico marittimo nel Mediterraneo, nato in seguito al disastro ambientale della petroliera ERIKA, affondata nel dicembre 1999 lungo le coste francesi. La tragedia portò l’Unione Europea a varare gli “Erika’s Package”, pacchetti normativi che introdussero, tra l’altro, la European Maritime Safety Agency (EMSA), con sede a Lisbona, e il Vessel Traffic Monitoring and Information System (VTMIS), recepito in Italia con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, affidando alla Guardia Costiera la sua implementazione.

Il VTMIS ha tre principali obiettivi: migliorare la sicurezza e l’efficienza del traffico marittimo, potenziare la risposta delle autorità in caso di incidenti o situazioni pericolose in mare, comprese le operazioni di ricerca e soccorso, e prevenire l’inquinamento causato dalle navi. Le informazioni raccolte dagli Stati membri vengono scambiate attraverso la rete SafeSeaNet, gestita dall’EMSA.

Dal 2006, la Guardia Costiera italiana coordina anche il sistema regionale MAREΣ (Mediterranean AIS Regional Exchange System), nato per raccogliere, condividere e trasmettere i dati al network comunitario. Grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea, il sistema ha esteso la partecipazione anche ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, ai Paesi del Mar Nero e del Mar Caspio e ai Paesi candidati all’UE. Oggi MAREΣ raccoglie i dati di 20 Stati, integrandoli come “somma” dei contributi nazionali, e si avvale interamente di tecnologia italiana.

Durante la riunione, copresieduta dall’Ammiraglio Ispettore Giuseppe AULICINO, Direttore Marittimo di Napoli, e da Lazaros AICHMALOTIDIS, responsabile della Maritime Digital Unit dell’EMSA, i rappresentanti di 14 Paesi hanno analizzato i risultati del 2025, le criticità emerse e le prospettive future. Presenti anche due delegati della Norwegian Coastal Administration, impegnata nella gestione di sistemi analoghi nel Nord Europa.

I numeri confermano l’impatto del sistema: MAREΣ ha gestito 88 miliardi e 650 milioni di informazioni, di cui 5,4 miliardi provenienti dalla Guardia Costiera italiana, incluse quelle raccolte dalle proprie unità navali, e ha riversato 3 miliardi e 850 milioni di dati nella rete SafeSeaNet, consolidando Napoli come punto di riferimento della sicurezza marittima nel Mediterraneo.