• 11 Giugno 2026 00:17

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Attacco nel porto di Um-Qasr contro una nave cargo della flotta MSC

Due proiettili colpiscono la Sariska V ma l’equipaggio è in salvo mentre l’Iran rivendica il raid come ritorsione contro gli Stati Uniti.

Ginevra – Paura nel porto iracheno di Um-Qasr, dove la nave cargo MSC Sariska V è stata bersaglio di un doppio attacco a colpi di proiettile. L’episodio, confermato ufficialmente dalla compagnia marittima MSC, si è consumato in due fasi distinte: il primo impatto è avvenuto mentre l’imbarcazione stava lasciando lo scalo con il pilota ancora a bordo, mentre il secondo ha centrato poco dopo l’area riservata all’alloggio dell’equipaggio. Nonostante la gravità dell’accaduto, tutti i membri del personale sono rimasti miracolosamente illesi. La compagnia ha espresso un profondo plauso ai marittimi, che hanno agito con straordinaria professionalità per mettere in sicurezza sia la struttura della nave che il carico trasportato.

Stando a quanto riferito dai media locali, la paternità del raid è stata rivendicata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran (IRGC). Teheran avrebbe giustificato l’azione definendola una ritorsione contro le recenti operazioni militari degli Stati Uniti ai danni della nave Lion Star. Una ricostruzione che però si scontra frontalmente con la netta smentita della multinazionale dello shipping.

I vertici di MSC hanno infatti respinto categoricamente le accuse dell’IRGC, definendo l’attacco “del tutto ingiustificato”. La compagnia ha ribadito con forza la propria natura di vettore commerciale neutrale, totalmente privo di legami o affiliazioni con i governi di Stati Uniti o Israele. Fondata dal capitano italiano Gianluigi Aponte, la società ha la propria sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente controllata dai figli del fondatore, Diego Aponte e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani senza alcuna altra nazionalità. L’azienda ha espresso fortissima preocupazione per un’escalation che mette a repentaglio la vita di marittimi innocenti e minaccia la stabilità del commercio marittimo globale in un’area già fortemente strategica e complessa.