Le OO.SS. rinnovano le proprie preoccupazioni
Napoli – La situazione di Moby e Tirrenia continua a far discutere, soprattutto a seguito degli eventi di fine dicembre scorso e relativi in modo particolare alla recente asta per cinque navi (Moby Aki, Wonder, Athara, Janas, Ale 2) indetta per far fronte a impegni finanziari con MSC, con l’aggiudicatario che dovrà noleggiarle a Moby, e dalla soppressione della linea Napoli-Palermo da fine novembre 2025.
Infatti, un’ordinanza del Tar del Lazio ha rigettato l’istanza di tutela cautelare avanzata da Grimaldi Euromed per bloccare la vendita dei cinque traghetti, cosa che andrebbe a significare il via libera all’acquisizione delle cinque navi da parte di MSC del gruppo Aponte.
Qualche difficoltà registrata anche agli albori di questo 2026 causa maltempo, con disagi relativi a deviazioni e ritardi su rotte verso la Sardegna. Ciononostante, le società sembrerebbero confermare l’operatività generale verso le isole per la stagione 2026, sebbene con probabili ripercussioni occupazionali.
Già ad inizio dicembre 2025, le organizzazioni sindacali avevano espresso forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori marittimi e amministrativi di CIN-Moby, denunciando incertezze e chiedendo il rispetto dei diritti contrattuali, perplessità che emergerebbero soprattutto dal fatto che non figurerebbero prospettive concrete di ricollocamento del personale presso altri armatori con il rischio di perdita dei regimi contrattuali storici.
Preoccupazioni che hanno visto nuovamente le OO.SS. a metà del mese scorso riaccendere i riflettori sulla vicenda, con un documento a firma di Ignazio De Rosa (USB) Almerico Romano (UGL Mare e Porti) e Giovanni Brancaccio (Federmar CISAL), indirizzato a Tirrenia CIN, Moby S.p.A. e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sollecitando un intervento urgente a tutela della continuità occupazionale del personale marittimo e amministrativo coinvolto nei servizi convenzionati.
Nella nota congiunta, le organizzazioni sindacali hanno richiamato il quadro normativo europeo e nazionale che regola i servizi di interesse economico generale e la continuità territoriale, sottolineando come le tratte Civitavecchia–Olbia e Genova–Porto Torres, affidate in convenzione a Tirrenia CIN, debbano garantire l’impiego prioritario ed esclusivo del personale proveniente dalle liste CRL, TP e TPR.
“La dismissione della linea Napoli–Palermo – si legge nella nota – ha già generato oltre 350 esuberi tra i marittimi e più di cento tra gli impiegati amministrativi, aggravando una situazione che rischia di compromettere la tenuta sociale e la regolarità del servizio pubblico essenziale”.
Le OO.SS. nel documento congiunto avvertono che la vertenza Tirrenia sta generando crescente tensione tra le maestranze, con possibili ripercussioni sull’ordine e sulla continuità del servizio, come previsto dalla Legge 146/1990. Da qui la richiesta di un intervento autorevole da parte del Ministero, volto a garantire il rispetto degli obblighi convenzionali, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prevenzione di ulteriori conflittualità.
