Libera esprime solidarietà al primo cittadino e ribadisce che il riutilizzo dei beni sottratti ai clan colpisce al cuore i mafiosi
Nuove intimidazioni colpiscono gli amministratori locali impegnati nella lotta alla criminalità organizzata in Campania. Il sindaco di Quarto è finito nel mirino dei clan dopo l’avvio delle operazioni di abbattimento dell’ex cementificio, una struttura abusiva e simbolo del potere economico sottratta al clan Polverino.
Sulla vicenda è intervenuta duramente Libera, l’associazione da anni in prima linea nel contrasto alle mafie e nella gestione dei patrimoni sottratti ai boss. Il coordinatore regionale dell’organizzazione, Mariano Di Palma, ha diffuso una nota ufficiale per esprimere la massima vicinanza e il pieno sostegno al primo cittadino, sottolineando la gravità dell’accaduto.
“Siamo davanti all’ennesima vicenda che testimonia che i clan continuano a minacciare la vita di amministratori onesti e che applicano la legge”, ha dichiarato Di Palma.
Secondo il referente di Libera, la reazione violenta dei clan è la prova tangibile dell’efficacia delle misure adottate dal Comune. La messa in sicurezza, il riutilizzo sociale o lo stesso abbattimento delle strutture illegali rappresentano azioni concrete di buona amministrazione che danneggiano direttamente gli interessi economici della camorra.
L’associazione ha confermato che non lascerà solo il sindaco in questa battaglia di legalità. L’obiettivo resta quello di restituire i patrimoni confiscati alla collettività per creare nuovo welfare, opportunità di lavoro e spazi culturali in tutte quelle aree in cui la criminalità e il degrado hanno privato i cittadini dei loro diritti.
