• 7 Settembre 2026 13:54

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Mercato auto Europa, a giugno e nel primo semestre 2026 volumi in crescita ma l’Italia resta fanalino di coda sull’ elettrico

Diredazione City

Lug 23, 2026

Mentre i principali Paesi europei accelerano sulle vetture ricaricabili UNRAE invoca una riforma organica della fiscalità aziendale sfruttando i margini concessi da Bruxelles

Roma – Il mercato delle autovetture nei 31 Paesi dell’area europea evidenzia un notevole dinamismo nel mese di giugno 2026, mostrando un incremento del 13,1% grazie a 1.407.332 unità immatricolate contro le 1.243.824 dello stesso mese dello scorso anno. Tale spinta consolida la traiettoria di crescita evidenziata da inizio anno, portando il bilancio del primo semestre a 7.232.066 immatricolazioni, in aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Resta tuttavia ampio il gap sui volumi registrati prima della pandemia, con un calo del 14,2% rispetto ai primi sei mesi del 2019.

Prendendo in esame le dinamiche dei cinque Major Market, il mese di giugno si caratterizza per una crescita generalizzata. La Germania guida il trend positivo con un incremento del 15,7%, seguita a pari merito da Francia e Regno Unito, entrambe attestate su un +11,4%. Più contenuta la performance dell’Italia, che segna un +10,6%, e della Spagna, in aumento del 7,8%. Per quanto riguarda il bilancio complessivo del primo semestre, in testa si posiziona l’Italia (+9,5%), seguita da Regno Unito (+9,2%), Spagna (+6,2%), Germania (+5,8%) e infine Francia (+1,8%). Dal punto di vista dei volumi espressi mensilmente, l’Italia scende al quarto posto della graduatoria a giugno, pur conservando la terza posizione nella classifica cumulativa del semestre.

L’Italia resta invece in ultima posizione per quanto riguarda le auto ricaricabili (ECV), nonostante un andamento di crescita al 20,9% complessivo, composto da un 10,2% di vetture elettriche pure (BEV) — quota influenzata dal rush finale per i rimborsi degli incentivi ai concessionari, scaduti il 30 giugno — e da un 10,1% di ibride plug-in (PHEV). Le distanze con gli altri mercati europei si confermano nette: la Germania si posiziona al 39,3% di quota ECV (BEV 28,4%, PHEV 10,9%), il Regno Unito sale al 42,5% (BEV 30,0%, PHEV 12,5%), la Francia registra il 36,1% (BEV 29,6%, PHEV 6,5%) e la Spagna si attesta al 23,2% (BEV 11,1%, PHEV 12,1%).

Nel totale del mercato europeo, la quota delle ECV si attesta a giugno al 36,0%, con le BEV al 25,6% e le PHEV al 10,4%. Escludendo il mercato italiano, lo share delle elettriche pure in Europa salirebbe al 27,4%. La fisionomia non cambia nell’intero semestre: la Penisola resta ultima con il 17,5% di ECV (8,5% BEV e 9,0% PHEV), mentre la penetrazione complessiva europea raggiunge il 32,5% (22,2% BEV e 10,3% PHEV). Al netto del dato italiano, la quota di BEV nel continente sale al 24,3%.

Sul fronte delle politiche comunitarie, la Commissione ha recentemente presentato l’Electrification Action Plan, volto a raddoppiare l’elettrificazione nei consumi UE entro il 2040. Il piano sottolinea la necessità di attivare strumenti fiscali per superare i costi d’acquisto dei veicoli a zero emissioni. La rotta è stata ribadita dal Commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, che ha preannunciato entro la fine del 2026 un piano normativo per la progressiva cancellazione dei sussidi ai combustibili fossili. La flessibilità del Pacchetto di primavera del Semestre europeo offre agli Stati membri la facoltà di allocare fino allo 0,3% del PIL annuo (per l’Italia circa 14 miliardi nel triennio 2026-2028) a sostegno della decarbonizzazione.

L’apertura concessa da Bruxelles costituisce un’opportunità irrinunciabile per il nostro Paese per avviare finalmente una riforma organica della fiscalità delle auto aziendali: un’azione che rappresenterebbe la concreta e coerente attuazione della nuova strategia europea per l’elettrificazione, sottolinea Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE. La stessa Commissione UE incoraggia tali misure cita il caso del Belgio, dove la revisione fiscale del 2021 ha portato le elettriche nelle flotte dal 8,8% al 54,2% nel 2025. Anche sul mercato nazionale, la riforma della fiscalità aziendale costituirebbe la via più veloce per accelerare la transizione energetica e alimentare il mercato dell’usato elettrico, consentendo di diffondere la mobilità sostenibile presso una platea più ampia di consumatori, conclude Andrea Cardinali.

Analizzando i singoli mercati nazionali a giugno, la Francia archivia un +11,4% (188.787 unità) con una forte spinta delle BEV (+93,5%), portando il semestre a 857.165 vendite (+1,8%). In Germania le immatricolazioni mensili crescono del 15,7% (296.378 unità) e il semestre chiude a +5,8% (1.484.393 unità), con le ECV al 39,3% di quota nel mese. Il Regno Unito registra il miglior giugno dalla pandemia con 213.166 unità (+11,4%) e chiude i sei mesi a +9,2% (1.137.929 veicoli), trascinato dalle flotte. Infine, la Spagna cresce del 7,8% nel mese (128.426 unità) e del 6,2% nel semestre (647.711 unità), evidenziando un continuo calo delle emissioni medie di CO2.