L’atto d’accusa contro la “politica degli annunci”: si punta tutto sull’effimero del cartellone estivo mentre la città perde i treni del PNRR e dimentica le sue strutture storiche.
Manfredonia – Nell’ultimo intervento di Angelo Riccardi, ex sindaco della città, emerge una dura e circostanziata critica alla gestione culturale di Manfredonia. Sotto accusa c’è la profonda discrepanza tra la “politica degli annunci” — costata ben 174.095 euro di fondi comunali solo per il cartellone del Manfredonia Festival 2025 — e lo stato di abbandono in cui versano i contenitori culturali storici del territorio.
Mentre si spendono cifre mai viste negli ultimi 15 anni per eventi spot e spettacoli di piazza, i musei cittadini restano chiusi, le biblioteche non sono pienamente fruibili e il tanto sbandierato “Museo del Mare” rimane una promessa senza una sede. L’esposizione, che rappresenta il cuore dell’identità marinara sipontina, è infatti da tempo senza una casa definitiva, privando la città di un presidio fondamentale proprio nei mesi di massima affluenza turistica.
Secondo la denuncia di Riccardi, che in passato ha guidato l’amministrazione comunale per due mandati, la città ha letteralmente “perso il treno” dei grandi finanziamenti strutturali europei, a partire da quelli del PNRR. La scelta politica attuale è stata quella di preferire l’effimero e la visibilità immediata dei festival estivi alla costruzione di basi solide. Il rischio concreto, conclude l’ex primo cittadino, è che una volta spenti i riflettori del cartellone estivo, Manfredonia si ritroverà con le casse alleggerite e il proprio patrimonio culturale ed economico ancora una volta sbarrato e immobile.
