• 12 Settembre 2026 15:32

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Il sistema circolatorio dell’economia: la logistica al centro delle strategie di internazionalizzazione per il 2026

Nel corso della XIV Cabina di Regia, il presidente di Federlogistica Davide Falteri ha tracciato la rotta per lo sviluppo industriale, chiedendo una forte sinergia tra istituzioni e partner privati per rafforzare la competitività del Made in Italy.

Genova – La logistica si spoglia definitivamente della vecchia veste di semplice trasporto merci per assumere il ruolo di vero e proprio sistema circolatorio dell’economia nazionale. È questo il fulcro del messaggio lanciato da Davide Falteri, presidente di Federlogistica, durante la XIV Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione. L’incontro, convocato dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha delineato le linee strategiche del Paese per il 2026 sui mercati globali, consacrando il settore logistico – insieme a ricerca, innovazione, università e Camere di Commercio Italiane all’Estero – come uno dei motori primari dello sviluppo industriale italiano.

Nel corso del suo intervento, il numero uno di Federlogistica ha acceso i riflettori sulle reali necessità del tessuto imprenditoriale, che oggi più che mai richiede un supporto strutturato e continuo per orientarsi oltreconfine. Non si tratta solo di presidiare nuovi mercati, ma di governare una transizione complessa che passa attraverso analisi mirate, comunicazione internazionale, digitalizzazione dei processi e dematerializzazione documentale. Secondo Falteri, le parole d’ordine per il futuro prossimo sono interoperabilità dei dati, semplificazione amministrativa e sicurezza delle filiere, elementi imprescindibili per non perdere terreno nello scacchiere globale.

Un passaggio chiave è stato riservato al ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, descritte come un patrimonio strategico di relazioni e competenze sul campo. La sfida lanciata da Federlogistica punta a una loro integrazione sempre più profonda e sinergica con l’azione guidata dal Governo, dall’ICE e dalla rete diplomatica, così da creare un fronte unico a sostegno delle imprese.

L’obiettivo finale va quindi ben oltre il semplice incremento dei volumi di export. La vera scommessa per l’Italia nei prossimi anni risiede nella capacità di rendere l’intero sistema produttivo più attrattivo, connesso e competitivo. Per fare questo, la collaborazione tra pubblico e privato non può più essere considerata un mero slogan o un principio teorico, ma deve trasformarsi in un metodo di lavoro permanente e strutturato, capace di dare risposte concrete alle sfide economiche del domani.