• 19 Maggio 2026 03:19

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Logistica in panne in Germania: Genova e Trieste tornano centrali per le aziende italiane?

DiCatello Scotto Pagliara

Apr 10, 2026

Con ritardi medi fino a quattro giorni e costi di stoccaggio in ascesa, la congestione dei porti tedeschi impone una revisione urgente delle strategie di approvvigionamento dal Far East.

I porti tedeschi stanno attraversando una fase particolarmente complessa, segnata da ritardi, congestione e una serie di criticità che stanno rallentando l’intera catena logistica del Paese. Le principali infrastrutture marittime del nord — Amburgo, Bremerhaven e Wilhelmshaven — sono coinvolte in un ampio programma di modernizzazione che, pur essendo fondamentale per aumentare l’efficienza futura, sta creando difficoltà operative immediate. I lavori in corso su terminal, binari ferroviari e collegamenti intermodali stanno riducendo la capacità e causando rallentamenti nei flussi di merci.

A complicare ulteriormente la situazione ci sono stati diversi guasti e interruzioni nella rete ferroviaria. Alcuni passaggi a livello nelle aree di Bremen e Loxstedt hanno subito malfunzionamenti, mentre problemi ai sistemi di sicurezza a Oslebshausen e un incidente ferroviario a Bremen hanno bloccato completamente alcune tratte. Questo ha impedito il ritiro dei container da Amburgo e costretto gli operatori a cancellare o riprogrammare numerosi collegamenti, con un effetto domino su tutto il traffico merci.

Anche le condizioni ambientali non stanno aiutando. I livelli d’acqua troppo alti sul Reno superiore hanno reso temporaneamente non navigabile una delle vie fluviali più importanti d’Europa, mentre le recenti alluvioni nel sud della Germania hanno complicato ulteriormente i collegamenti stradali e ferroviari. Questi fattori naturali stanno contribuendo a creare un quadro ancora più instabile.

Nel frattempo, i porti tedeschi stanno introducendo nuove procedure operative che richiedono un periodo di adattamento. Il sistema di prenotazione degli slot per i camion, implementato a Amburgo e Bremerhaven, sta riducendo la flessibilità e generando rallentamenti nelle fasi di accesso ai terminal. Parallelamente, la digitalizzazione del processo di ritiro dei container attraverso la Secure Release Order sta iniziando a modificare le abitudini operative degli autotrasportatori e delle aziende, anche se l’adozione completa è prevista tra il 2026 e il 2027.

Tutte queste difficoltà stanno portando a un aumento dei costi: le tariffe di stoccaggio nei porti sono in crescita, così come il rischio di demurrage e detention. I ritardi nei trasporti intermodali stanno inoltre generando costi extra per gli operatori e per i proprietari delle merci.

Al momento, i ritardi medi registrati sono di circa quattro giorni a Bremerhaven, due giorni a Amburgo e un giorno a Duisburg, anche se la situazione varia quotidianamente. Nel complesso, il sistema portuale tedesco si trova in una fase di pressione significativa, in cui lavori infrastrutturali, problemi ferroviari, condizioni meteo avverse e nuove procedure operative stanno convergendo e rallentando l’intero flusso logistico.

Per quanto riguarda le prospettive, la situazione non sembra destinata a migliorare rapidamente. I lavori infrastrutturali proseguiranno per mesi, e la rete ferroviaria tedesca continua a mostrare fragilità strutturali che potrebbero generare ulteriori interruzioni. Anche la piena transizione ai nuovi sistemi digitali richiederà tempo, con un inevitabile periodo di adattamento per tutti gli attori della supply chain. È probabile che la congestione rimanga su livelli medio‑alti almeno fino all’estate, con possibili picchi in caso di condizioni meteo avverse o ulteriori guasti tecnici.

Gli impatti per l’Italia sono già visibili. Molte aziende italiane che importano dal Far East via Amburgo o Bremerhaven stanno registrando ritardi nelle consegne e un aumento dei costi logistici. Alcuni operatori stanno valutando di spostare parte dei flussi su porti alternativi come Rotterdam o Anversa, mentre altri stanno considerando un maggiore utilizzo dei porti italiani del Nord, in particolare Genova e Trieste, per ridurre la dipendenza dai porti tedeschi. Tuttavia, questi cambiamenti richiedono tempo e coordinamento, e non sempre sono immediatamente attuabili.

Nel complesso, la situazione dei porti tedeschi rappresenta un elemento di incertezza per tutta la logistica europea. Le aziende italiane dovranno monitorare attentamente l’evoluzione delle operazioni e valutare strategie alternative per garantire continuità e stabilità nelle proprie catene di approvvigionamento.