• 12 Marzo 2026 17:40

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L’Italia e il diritto di sciopero sotto attacco: la USB chiede una riforma della legge 146/90

La Commiossione di Garanzia nel mirino del sindacato: “Serve liberare il diritto costituzionale dai vincoli che ne svuotano il significato”

Roma – In Italia il diritto di sciopero, pur garantito dall’articolo 40 della Costituzione, continua a essere tra i più limitati in Europa, come denuncia l’Unione Sindacale di Base che accende i riflettori sulla legge 146 del 1990, una norma che disciplina rigidamente le astensioni dal lavoro soprattutto nei cosiddetti servizi essenziali e che nel tempo ha finito per restringere in modo significativo la libertà dei lavoratori.

Secondo la USB le interpretazioni sempre più rigide della Commissione di Garanzia hanno trasformato questa legge in uno strumento di controllo capace di neutralizzare ogni forma di protesta, come dimostrano le recenti sanzioni inflitte ad alcune organizzazioni sindacali durante le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025, quando le astensioni dal lavoro furono giudicate non conformi alle prescrizioni di legge.

Per il sindacato si è così prodotta una distorsione profonda del diritto di sciopero, al punto che la normativa italiana è diventata un modello europeo per la limitazione delle libertà sindacali, mentre la USB attende ora la pronuncia del Comitato Europeo per i Diritti Sociali di Strasburgo, davanti al quale ha depositato un reclamo contro l’operato della Commissione di Garanzia, con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio tra il diritto costituzionale di sciopero e le esigenze di continuità dei servizi pubblici.

Il tema sarà al centro del convegno promosso dalla USB al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, presieduto da Paola Palmieri consigliera USB al Cnel, con i saluti di Silvia Albano presidente di Magistratura Democratica e l’introduzione dell’avvocato Carlo Guglielmi del Ceing dal titolo provocatorio “Sciopero diritto o delitto”.

Tra gli interventi figurano quelli dell’avvocato Arturo Salerni che affronterà il tema “genocidio e preavviso” e della professoressa Carmen La Macchia docente di Diritto del Lavoro all’Università di Messina che rifletterà sul declino delle Autority, mentre il panel “Sciopero della guerra il ruolo della logistica” vedrà la partecipazione di Roberto Montanari di USB Piacenza e dell’avvocato Danilo Conte del Ceing.

La sessione conclusiva sarà dedicata al dialogo tra ordinamenti nazionali e internazionali con i professori Antonio Di Stasi e Giovanni Orlandini che analizzeranno i profili critici della legge 146 del 1990 nel sistema italiano e nel confronto con il diritto internazionale.

Per la USB è tempo di restituire allo sciopero la sua funzione originaria, quella di strumento di libertà e di pace, non di delitto regolato da una burocrazia di divieti.