Si chiude la consultazione pubblica promossa da Bruxelles mentre l’Autorità di Sistema portuale guidata da Annalisa Tardino presenta un piano di proposte per abbattere i costi dell’insularità
Palermo – Si è conclusa il primo aprile la fase di consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea per definire la nuova “Strategia europea per le isole”. Il documento programmatico, che sarà presentato entro giugno dal Commissario per la politica regionale e di coesione Raffaele Fitto, punta a rilanciare la competitività e l’attrattività dei territori insulari, trasformandoli da aree svantaggiate a nodi strategici della rete continentale.
In questo scenario, l’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mare di Sicilia occidentale ha giocato un ruolo di primo piano inviando a Bruxelles una serie di proposte mirate. L’obiettivo dell’Autorità è far riconoscere i porti non più come semplici punti di transito, ma come hub multidisciplinari dove convergono energia, logistica, turismo e industria. Per la Sicilia la connettività marittima rappresenta infatti una condizione vitale per garantire la continuità economica con il resto dell’Unione Europea.
Tra le richieste più significative avanzate dall’Autorità figurano l’introduzione di correttivi alla normativa ETS (il sistema di scambio delle quote di emissione) per le rotte da e per le grandi isole e l’estensione delle deroghe per le isole minori. Queste misure servono a evitare che le politiche ambientali si trasformino in tasse occulte sulla mobilità dei cittadini e delle merci. L’AdSP ha inoltre sollecitato l’istituzione di linee di finanziamento dedicate nell’ambito delle reti TEN-T e il riconoscimento formale delle autorità portuali come attori chiave della governance istituzionale.
“Sosteniamo con forza questa iniziativa della Commissione evidenziando gli svantaggi strutturali che caratterizzano le isole, dai maggiori costi logistici alla dipendenza totale dal trasporto marittimo”, ha commentato la presidente dell’AdSP Annalisa Tardino. Secondo la presidente, la strategia europea deve affrontare anche le dimensioni sociali, come l’emigrazione giovanile causata dalla carenza di opportunità e dagli elevati costi di connessione. “È necessario che le politiche europee garantiscano condizioni di reale equità competitiva – ha concluso Annalisa Tardino – riconoscendo la funzione vitale, economica e sociale dei nostri scali”.
