• 13 Luglio 2026 09:02

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Lavoro marittimo in Campania, serve una svolta tra ricambio generazionale e tutele

Le proposte dell’associazione IAM alla politica regionale per rilanciare il settore attraverso un censimento dei lavoratori e incentivi economici basati sull’Isee destinati ai giovani

Napoli – Il futuro del comparto marittimo campano entra nell’agenda politica regionale. Sabato 30 maggio, le sale dell’Hotel Ramada di Napoli hanno ospitato un vertice strategico per il settore, svoltosi alla presenza del consigliere regionale Davide D’Errico. Al centro del dibattito, le criticità e le prospettive di una delle filiere economiche più rilevanti del territorio, con un focus preciso sulle barriere d’ingresso per le nuove generazioni e sulla necessità di mappare un comparto che muove migliaia di lavoratori.

Durante l’incontro è intervenuto il segretario di IAM (Istruttori Associati Marittimi), il comandante Davide Fusco, 37 anni, che ha presentato alle istituzioni un pacchetto di proposte concrete per ridefinire il presente e il futuro della professione in Campania. Davide Fusco ha ricordato come la regione rimanga un pilastro della marineria nazionale, pur trovandosi oggi ad affrontare sfide complesse legate soprattutto al ricambio generazionale e ai percorsi di formazione. Se da un lato le compagnie richiedono costantemente personale qualificato, dall’altro i giovani si scontrano con ostacoli economici e burocratici che frenano l’accesso alla carriera.

La prima richiesta sul tavolo riguarda la fotografia dell’esistente. Secondo l’associazione guidata da Davide Fusco, oggi mancano dati organici sul numero delle matricole attive, sulle qualifiche disponibili, sull’età media degli addetti e sul reale impatto economico del settore. Per colmare questo vuoto, IAM propone che la Regione Campania promuova, insieme alle Capitanerie di Porto, un censimento tecnico e professionale del comparto, indispensabile per pianificare i futuri investimenti su occupazione e corsi formativi.

Il secondo nodo cruciale è il sostegno economico ai giovani che scelgono la vita di mare. Per abbattere i costi elevati dei corsi di formazione e dei titoli necessari a imbarcarsi, l’associazione ha chiesto l’introduzione di contributi regionali legati alle fasce Isee. Sostenere un ragazzo nell’ottenimento delle certificazioni, ha sottolineato il segretario, significa creare occupazione reale e immediata, blindando una risorsa strategica per l’intera comunità.

L’ultimo punto tocca la qualità dei contratti e la stabilità del lavoro nel trasporto marittimo. L’appello lanciato a Davide D’Errico punta a inserire nei futuri bandi di gara regionali meccanismi di premialità per le aziende che garantiscono continuità occupazionale, formazione continua e il rispetto assoluto dei contratti collettivi nazionali. Lo sviluppo del settore non può infatti prescindere dalla tutela della sicurezza e delle competenze dei lavoratori. L’incontro si è chiuso con un richiamo al valore umano e sociale di questo mestiere, chiedendo alla politica di rimettere il mare e i marittimi al centro della programmazione economica della Campania.