• 19 Maggio 2026 03:28

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La Carta di Amalfi protagonista a Rimini per il futuro del turismo

I sindaci del network presentano i risultati del modello di governance che sta cambiando la gestione dei flussi in Italia.

Rimini – La Carta di Amalfi sbarca al Destination Lab di Rimini il prossimo 28 aprile per raccontare una rivoluzione nella gestione dei flussi turistici che in un solo anno di vita è diventata una best practice nazionale celebrata in un incontro moderato da Lucilla Incorvati de Il Sole 24 Ore dove si spiegherà come questo processo operativo nato nell’aprile 2025 sia riuscito a superare la frammentazione decisionale attraverso la collaborazione diretta tra i sindaci di 25 destinazioni d’eccellenza capace di attivare un dialogo costante con le istituzioni centrali e di trasformarsi in un interlocutore autorevole per il futuro del settore in Italia

Il percorso che ha portato dalle parole ai fatti ha già prodotto risultati tangibili come l’attivazione di un tavolo tecnico presso il Ministero del Turismo e il fondamentale recepimento nel Decreto Sicurezza delle istanze dei Comuni turistici che ora possono contare su strumenti normativi più efficaci per il controllo del territorio e una gestione semplificata della polizia locale durante i picchi stagionali confermando la bontà di un modello di governance snello e non burocratico fondato sulla rapidità delle scelte condivise tra i territori

Al centro del dibattito riminese ci saranno le testimonianze dirette di primi cittadini come Vito Carrieri di Polignano a Mare e Michele Cereghini di Pinzolo insieme a Paolo Falco di Capri e Francesco Di Donato di Roccaraso impegnati ad approfondire temi cruciali quali il riconoscimento delle Zone Turistiche Speciali e la flessibilità nella gestione del personale oltre alle nuove leve fiscali necessarie per governare l’offerta ricettiva in modo sostenibile dimostrando come la sinergia territoriale possa tradursi in azioni legislative concrete

Il sindaco di Amalfi Daniele Milano ideatore del summit da cui tutto ha avuto inizio sottolinea con forza che questo non è un punto di arrivo ma un metodo replicabile di governance territoriale volto a costruire un turismo più equilibrato e consapevole dove l’obiettivo primario non è più la semplice crescita numerica ma la capacità di incidere realmente sulle politiche nazionali per passare definitivamente dalla visione all’azione diretta a beneficio delle comunità ospitanti e dei viaggiatori.