Cybersecurity, crisi globali e logistica: focus sulla sicurezza al Forum di Rapallo
Rapallo – La seconda giornata del “Shipping, Transport & Intermodal Forum” si è aperta con una sessione interamente dedicata agli scenari geopolitici e alla sicurezza delle infrastrutture critiche, in un contesto globale segnato da instabilità, conflitti e nuove vulnerabilità. Sono emerse le sfide della transizione digitale e ambientale, ma anche strumenti e strategie per garantire continuità operativa, competitività e investimenti, a partire dal ruolo chiave di infrastrutture, porti e aeroporti.
L’Ammiraglio Aurelio De Carolis, Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare, ha aperto la seconda giornata del Forum con un intervento centrato sulla crescente complessità dello scenario geopolitico e sulle implicazioni per la sicurezza marittima. “Oggi la Marina Militare è impegnata con una media di 30 unità navali, delle quali 6 oggi sono fuori dal Mediterraneo, a tutela degli interessi nazionali e in collaborazione con i nostri alleati”, ha dichiarato. L’Ammiraglio ha sottolineato la natura multidimensionale delle operazioni della Marina – sul mare, sopra e sotto la sua superficie – in piena sinergia interforze e interagenzia, con attenzione crescente ai fondali marini diventati teatro strategico per la presenza di infrastrutture vitali come condotte energetiche e cavi sottomarini da cui transita il 98% del traffico dati globale. “Garantire la sicurezza significa anche difendere le dorsali digitali e i gasdotti dai rischi di sabotaggio”, ha spiegato, citando l’operazione permanente Fondali Sicuri. Grande attenzione anche alla collaborazione con l’industria e allo sviluppo tecnologico anche grazie al nuovo Polo Nazionale della Dimensione Subacquea inaugurato alla Spezia a fine 2023. “Formazione, addestramento e comunicazione sono centrali: serve anche visibilità per attrarre i giovani e rafforzare nelle pubbliche opinioni la consapevolezza sull’operato delle Forze Armate”, ha concluso.

La sicurezza marittima e la cyber resilience è stata al centro del primo panel, alla presenza di: Alberto Meoli, Capitano di Vascello, Assistente del Comandante Generale della Guardia Costiera; Mario Bernero, Senior Marine Coastal Engineer, EngiNe S.p.A.; Marco Ghisi, Vicepresidente Sviluppo Business Domestico, Leonardo Divisione Cyber & Security Paola Girdinio, Presidente, Centro di Competenza Start 4.0; Sebastiano Ferrara, Direttore Digitale e Innovazione, AdSP Mar Adriatico Settentrionale.
Alberto Meoli ha evidenziato la crescente compressione del Mar Mediterraneo, che pur rappresentando solo l’1% delle acque globali concentra il 25% del traffico commerciale mondiale. Negli ultimi 15 anni si sono registrati solo in Italia 816 eventi atmosferici estremi, mentre nel 2025 si sono registrate 170 interruzioni di cavi sottomarini, nel 90% dei casi causate da attività accidentali di pesca a strascico e di ancoraggio. Ha richiamato l’opportunità di adeguare il quadro normativo in vista dell’arrivo delle navi a conduzione autonomo o semi autonoma citando l’attacco cyber ad una nave di bandiera italiana del 16 dicembre 2025. Stessa data di emanazione della circolare congiunta (Comando generale- Autorità NIS dei trasporti) per rafforzare la resilienza cibernetica dei trasporti marittimi, in linea con la direttiva NIS2 recepita dal D.lgs. n° 138/2024. “Solo una governance integrata può trasformare i confini da limiti invalicabili in nuovi ambiti di competenze”, ha concluso.
Mario Bernero ha illustrato i sistemi sviluppati per migliorare sicurezza e gestione delle infrastrutture portuali. Tra questi: EBAS, per l’assistenza all’ormeggio; EMIL, basato su tecnologia WaveRadar per il monitoraggio costiero; e SHCM, per l’analisi strutturale delle banchine. I sistemi forniscono dati in tempo reale e storicizzati, utili per la prevenzione dei danni e l’efficienza operativa. In collaborazione con Cetena, WaveRadar è stato installato anche in un porto indonesiano. “Monitoriamo maree, fondali e condizioni ambientali critiche: soluzioni essenziali anche per i porti liguri, oggi più esposti ai cambiamenti climatici”, ha concluso.
Marco Ghisi ha sottolineato l’importanza di un approccio “zero trust” per rafforzare la cyber resilienza delle infrastrutture marittime e logistiche, sempre più esposte ad attacchi ibridi. Nello scenario geopolitico attuale diventa fondamentale gestire anche il rischio di dipendenze esterne incorporato nelle tecnologie e risulta strategico il ricorso a soluzioni innovative sviluppate e governate in ambito europeo. L’innovazione portata avanti da Leonardo, anche attraverso la collaborazione con le eccellenze del territorio – PMI, università, centri di ricerca e centri di competenza – rappresenta un fattore abilitante per la resilienza del sistema portuale, di cui la grande industria può fungere da catalizzatore. Le competenze di Leonardo, che spaziano dalla cyber security al digitale, dalle comunicazioni all’intelligenza artificiale, possono accompagnare l’evoluzione tecnologica dei porti e delle infrastrutture, consentendo di cogliere nuove opportunità con la garanzia di tecnologie affidabili e sovrane.
Di geopolitica, commercio globale e dogane ne hanno parlato nel secondo panel: Alessandro Albertini, Presidente, Anama – Fedespedi; Alice Arduini, CEO, Alix International; Antonella Sada, Head of Public Affairs & Communication, DHL; Francesco Raschi, Direttore Cargo, SEA Aeroporti Milano; Manlio Marino, Consigliere, Spediporto e Alessandro Ferrari, Direttore, Assiterminal.

Alessandro Albertini è intervenuto con un affondo sulla tassa da 2 euro sui pacchi di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. “L’introduzione unilaterale del contributo di 2 euro sui pacchi di valore fino a 150 euro – ha dichiarato il presidente di ANAMA Albertini – sta creando distorsioni nei flussi e incidendo negativamente sulla competitività della logistica italiana e del cargo aereo, che nei primi undici mesi del 2025 ha registrato una crescita limitata all’1,6%. Pur condividendo l’obiettivo dei dazi sull’e-commerce, riteniamo fondamentale un coordinamento a livello europeo, anche in vista del contributo UE da 3 euro previsto per luglio 2026, per salvaguardare il Made in Italy e l’attrattività del sistema logistico nazionale.”
Antonella Sada ha sottolineato come le sfide geopolitiche impattino direttamente sulle strategie aziendali. DHL Express collega oggi 220 Paesi e territori, offrendo un servizio in cui la velocità è centrale. “Il 92% delle imprese italiane sono PMI: hanno bisogno di trasporto rapido, ma anche di consulenza strategica”, ha dichiarato. Secondo un report DHL–NYU, nel primo semestre 2025 il commercio globale è cresciuto, con spedizioni che hanno percorso in media 4.990 km e scambi interregionali al 50,7%. “Globalizzazione significa anche opportunità: l’Italia può essere competitiva, se ben supportata”, ha concluso.
Francesco Raschi ha ricordato che il settore cargo aereo in Italia rappresenta una nicchia di volumi, ma strategica: nel 2025, Malpensa ha movimentato 800.000 tonnellate, incluse le spedizioni su gomma. “Bastano due navi per trasportare quanto movimentiamo in un anno, ma il trend è in crescita”, ha spiegato. Raschi ha chiesto regole chiare e di lungo termine, senza incentivi, per facilitare investimenti in infrastrutture logistiche e magazzini. Solo DHL effettua 50 movimenti giornalieri su Malpensa. “Operiamo in un quadro vincolato: ambientale, acustico e di concessione. Serve stabilità normativa per garantire continuità e sviluppo”.
A chiudere questo panel Alessandro Ferrari ha analizzato i numeri della portualità italiana, evidenziando un trend di crescita con un totale di container movimentali pari a 12 milioni TEU, ma con un focus critico: “Molto traffico transita, come a Gioia Tauro, ma non resta sul territorio”. I porti italiani riflettono un sistema produttivo stabile, più che espansivo. Cresce invece il traffico passeggeri, +14,5 milioni, spinto da traghetti e collegamenti rapidi. Ferrari ha ricordato come già lo studio MIT 2015 stimasse una capacità superiore ai 25 milioni TEU, invitando a fare sistema, puntare su partnership pubblico-privato e investire in modo mirato, “perché centinaia di milioni non ci sono”.
L’ultimo panel della mattinata ha affrontato gli aspetti legali e assicurativi in ambito shipping e logistica. Ne hanno parlato: Enrico Molisani, Partner, Wegal Studio Legale; Flavio Riolfo, Zurich Insurance, Flavia Melillo, Responsabile Aeronautica e Trasporti, ANIA, Marco Tosi, Head of Marine & Motor, Willis Italia S.p.A.

Enrico Molisani, che ha condotto il panel ha evidenziato come la transizione energetica e il rischio cyber stiano ridisegnando i riferimenti normativi e assicurativi nel settore marittimo. L’utilizzo di nuovi carburanti pone sfide in ambiti ancora giuridicamente incerti, con impatti su contratti, costruzioni navali, formazione equipaggi e polizze. “Le normative non tengono il passo del cambiamento tecnologico”, ha spiegato. Il rischio cyber, sempre più centrale, si somma agli impatti ESG e ambientali, incidendo su rating, premi assicurativi e gestione operativa. Molisani ha auspicato chiarezza normativa e un approccio integrato che supporti imprese e armatori nel processo di adeguamento.

Il Forum prosegue nel pomeriggio con gli approfondimenti su semplificazioni normative, governance portuale, digitalizzazione e intermodalità, con focus su ZES e ZLS, e la partecipazione dei principali stakeholder pubblici e privati del sistema logistico italiano.
