• 20 Maggio 2026 11:39

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Il Forum del Terzo Settore boccia l’ipotesi del CPR a Castel Volturno

Associazioni e cooperazione chiedono di investire le risorse nell’integrazione e nella lotta al caporalato invece che nella repressione.

Il Forum del Terzo Settore della Campania prende una posizione netta e ufficiale, esprimendo una ferma contrarietà all’ipotesi di apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) nel comune di Castel Volturno. La rete del sociale regionale definisce l’iniziativa come una scelta profondamente errata, motivata non solo da criticità logistiche, ma da una questione di principio che tocca i diritti fondamentali della persona.

Secondo il portavoce regionale Giovanpaolo Gaudino, queste strutture si configurano spesso come luoghi di privazione della libertà e “zone grigie” del diritto, dove la dignità umana rischia di soccombere a logiche emergenziali di controllo. Il Forum, allineandosi alla linea già espressa dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, contesta sia le finalità che le modalità gestionali dei CPR, sottolineando come la storia recente dimostri l’inefficacia di tali centri nel risolvere la gestione dei flussi migratori, finendo invece per alimentare marginalità e sofferenza.

Il focus della protesta si sposta poi sulla specificità del territorio coinvolto. Castel Volturno, un’area che da decenni affronta sfide complesse legate all’accoglienza, vedrebbe nell’introduzione di una struttura detentiva un elemento di ulteriore tensione sociale. Il timore espresso è che il centro venga percepito come un “corpo estraneo” e punitivo, capace di vanificare anni di lavoro condotto da associazioni e cooperative per promuovere la legalità e l’inclusione lavorativa.

Le proposte del Terzo Settore

Per il Forum, la sicurezza non si costruisce con la repressione, ma attraverso investimenti mirati sulla coesione sociale. Le richieste alle istituzioni sono chiare:

  • Riconversione delle risorse: Destinare i fondi previsti per il CPR a politiche abitative e lavorative concrete.

  • Contrasto allo sfruttamento: Sottrarre le persone vulnerabili al racket del caporalato e alla criminalità organizzata.

  • Potenziamento dei servizi: Rafforzare i presidi sociali e sanitari sul litorale domizio per garantire diritti universali.

  • Accoglienza diffusa: Sostenere modelli basati sull’autonomia individuale e non sulla segregazione.

In conclusione, Gaudino ribadisce che la mobilitazione proseguirà al fianco delle comunità locali, chiedendo un confronto immediato con la Regione e le autorità competenti. L’obiettivo è bloccare un progetto ritenuto lesivo della crescita civile della Campania, ribadendo con forza che la vera sicurezza nasce dai diritti e non dalle sbarre.