• 12 Settembre 2026 16:27

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Il “colpo del secolo” nel ventre di Napoli: la banda del buco beffa i reparti speciali

DiCatello Scotto Pagliara

Apr 21, 2026

Dal pavimento della banca alla fuga nelle fogne: 30 ostaggi e un bottino milionario. Il Procuratore Nicola Gratteri: «Azione paramilitare, non è criminalità comune».

Napoli – Resta alta l’attenzione degli inquirenti dopo i fatti dello scorso 16 aprile, quando l’assalto alla filiale della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro si concluse con la liberazione degli ostaggi e la rocambolesca fuga del commando attraverso il sottosuolo. L’operazione, pianificata con precisione chirurgica, aveva tenuto il quartiere Vomero sotto scacco per oltre cinque ore. Quel giorno, il gruppo criminale era penetrato nell’istituto poco dopo mezzogiorno sbucando da un foro praticato nel pavimento e collegato alla rete fognaria, mentre contemporaneamente alcuni complici in tute blu facevano irruzione dall’ingresso principale. Trenta persone furono segregate per coprire lo svuotamento delle cassette di sicurezza, prima che i rapinatori svanissero nuovamente nel ventre della città.

Mentre il perimetro veniva isolato dai reparti speciali e monitorato dagli elicotteri, i banditi utilizzarono i sotterranei come via di fuga sicura, rendendo vano il blitz delle forze dell’ordine avvenuto nel tardo pomeriggio di quel giovedì. Il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, giunto sul luogo per coordinare i rilievi, aveva dichiarato: “Siamo di fronte a una struttura paramilitare, non a manovalanza comune. Questi soggetti hanno dimostrato una conoscenza millimetrica della topografia sotterranea e una capacità di coordinamento che richiede mesi di preparazione e investimenti tecnologici. Hanno agito con freddezza, gestendo 30 ostaggi senza mai perdere il controllo. La nostra priorità ora è mappare il percorso fognario e analizzare ogni traccia lasciata nel tunnel; non lasceremo zone d’ombra in questa città, nemmeno nel sottosuolo”.

Le indagini, affidate alla Sezione Sicurezza Urbana, proseguono partendo dal materiale tecnico rinvenuto nel tunnel subito dopo il colpo, tra cui attrezzi pneumatici e generatori, oltre all’analisi dei filmati di sorveglianza per individuare la rete di supporto esterno che ha garantito la riuscita dell’azione.