L’unità polivalente consegnata a Palermo farà da laboratorio per i futuri droni e sistemi di sorveglianza dei fondali: la protezione delle infrastrutture critiche diventa pilastro strategico del Piano Industriale 2026-2030.
Fincantieri ha consegnato oggi alla Marina Militare, presso lo stabilimento di Palermo, l’unità polivalente di supporto “Tritone”. La cerimonia, che ha visto la partecipazione dell’Ammiraglio di squadra Vincenzo Montanaro, dell’Ammiraglio Ispettore Capo Cristiano Nervi e di Gabriele Maria Cafaro per Fincantieri, segna un passo cruciale per il Polo Tecnologico della Subacquea del gruppo cantieristico, mettendo a disposizione della Difesa un asset strategico per il monitoraggio e la sicurezza dei fondali.
Nave “Tritone” è il risultato di un profondo programma di adeguamento che ha trasformato l’unità in una piattaforma modulare e flessibile. Grazie a questa nuova architettura, la nave è in grado di ospitare, gestire e mantenere payload diversificati, compresi droni aerei, di superficie e subacquei. La particolarità tecnologica risiede nella possibilità di aggiornare i sistemi di bordo senza dover intervenire sulla struttura portante, garantendo così una rapidità di adattamento fondamentale per rispondere alle minacce emergenti nel dominio subacqueo.
L’unità non sarà solo operativa, ma fungerà da vero e proprio laboratorio galleggiante. Le sperimentazioni condotte a bordo del “Tritone” serviranno infatti a definire i requisiti tecnici per le future Unità Polivalenti per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea (UPSDS), il cui ingresso in flotta è previsto a partire dal 2031. Si tratta di un percorso di innovazione volto a proteggere le infrastrutture critiche e a consolidare la sovranità tecnologica italiana in un ambito sempre più conteso.
L’Amministratore Delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha sottolineato come la subacquea sia un pilastro centrale del Piano Industriale 2026-2030, evidenziando la necessità di integrare applicazioni di difesa, commerciali e di ricerca. Con la consegna di Nave “Tritone”, il gruppo si conferma “orchestratore di tecnologie ad alta complessità”, capace di connettere hardware e software dalla superficie fino ai fondali, rafforzando la capacità del sistema-Paese di presidiare una dimensione vitale per la sicurezza nazionale.

