• 13 Aprile 2026 18:56

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Federlogistica lancia l’allarme sull’insufficienza del decreto carburanti per le imprese del settore

Il presidente Davide Falteri definisce la proroga del taglio delle accise una misura tampone e chiede al Governo interventi strutturali per fermare l’incertezza dei mercati

Roma – La proroga del taglio delle accise fino al primo maggio non basta a rassicurare il mondo della logistica. Nonostante il via libera del Consiglio dei Ministri al nuovo decreto, Federlogistica esprime forti perplessità sulla natura emergenziale del provvedimento. Secondo l’associazione, sebbene la misura consenta di contenere l’impatto immediato dei rincari su cittadini e imprese, l’assenza di una visione a lungo termine rischia di provocare danni permanenti all’intera catena produttiva del Paese.

Il presidente di Federlogistica, Davide Falteri, ha puntato il dito contro l’estrema volatilità dei costi energetici che impedisce qualsiasi forma di programmazione. Per le aziende del comparto, il problema non è rappresentato soltanto dal picco dei prezzi, quanto dalla loro assoluta imprevedibilità. Questa instabilità, denuncia Falteri, rende impossibile costruire contratti sostenibili con la committenza e blocca gli investimenti necessari per l’ammodernamento del sistema logistico nazionale.

La soluzione proposta dall’associazione va oltre il semplice sussidio statale. Federlogistica chiede al Governo di intervenire sulla struttura stessa del mercato dei carburanti attraverso l’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento (fuel surcharge). Questo strumento permetterebbe di regolare in modo dinamico i rapporti contrattuali tra operatori e clienti, stabilizzando la formazione dei costi e garantendo una continuità operativa che oggi appare seriamente minacciata.

“Il rischio è quello di generare una catena infinita di misure tampone”, ha concluso Davide Falteri, avvertendo che rincorrere l’emergenza senza riforme strutturali finirà per lesionare il settore in modo irreversibile. Senza regole certe e automatismi di mercato, la logistica italiana rischia di perdere terreno proprio nel momento in cui dovrebbe trainare la ripresa economica post-crisi.