Istituzioni, imprese ed esperti a Genova per tracciare la rotta della Blue Economy tra sfide globali, transizione ecologica e digitalizzazione.
Genova – La quinta edizione di Economia del Mare, l’evento del Gruppo Il Sole 24 ORE ospitato a Palazzo Ducale a Genova, ha confermato la Blue Economy come pilastro fondamentale per la competitività italiana e lo sviluppo del Mediterraneo, un settore che oggi vale l’11,3% del PIL nazionale. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Fabio Tamburini (Direttore Il Sole 24 Ore), Fabrizio Ferrari (Presidente Confindustria Genova), Piero Formenti (Presidente Confindustria Nautica), Alessandro Terrile (Vicesindaco di Genova) e Marco Bucci (Presidente della Regione Liguria). Proprio Marco Bucci ha evidenziato la centralità geopolitica del Mediterraneo e il ruolo della Liguria come gateway del Sud Europa per i traffici da Far East, Medio Oriente e Africa, mentre Fabrizio Ferrari ha offerto la collaborazione del sistema industriale genovese per la redazione del Piano regolatore portuale.
La dimensione internazionale ed europea è stata delineata da Dubravka Šuica (Commissaria europea per il Mediterraneo), che ha ricordato il valore economico della regione (400 miliardi di euro l’anno) e l’importanza del “Patto per il Mediterraneo”, sottolineando la necessità di puntare su connettività e decarbonizzazione. Sul fronte politico nazionale, il Ministro Nello Musumeci ha illustrato i passi avanti del Governo con il “Piano del Mare 2026-2028”, ponendo l’accento sul forte mismatch occupazionale del settore, in cui mancano decine di migliaia di figure professionali qualificate.
Nel dibattito sulle rotte strategiche e l’energia, moderato dai giornalisti Filomena Greco e Raul de Forcade, è intervenuto Mario Zanetti (Special Advisor di Confindustria), ricordando che nel Mediterraneo transita il 27% delle rotte mondiali e il 65% degli approvvigionamenti energetici europei. Maria Luisa Fantappiè (IAI) e Paolo Moretti (CEO di RINA Services) hanno analizzato gli scenari globali, con quest’ultimo che ha definito il dominio subacqueo (cavi e infrastrutture critiche) come la nuova frontiera economica e tecnologica, tema approfondito in chiusura anche da Gabriele Cafaro (Executive Vice President Underwater di Fincantieri). La sicurezza della navigazione è stata invece discussa dal Contrammiraglio Fabrizio Orengo e dall’Ammiraglio Ispettore Antonio Ranieri, mentre Francesco Munari (Deloitte Legal) ha rimarcato come una riforma portuale efficace possa trasformare la posizione geografica italiana in un vantaggio competitivo decisivo.
Spazio rilevante è stato dedicato all’industria nautica italiana – un comparto da oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto che esporta il 90% della produzione –, definita da Piero Formenti, Barbara Amerio (CEO Amer Yachts) e Gianluca Guaitani (Banco BPM) come una vera e propria priorità di politica industriale. Sui temi della sostenibilità e della transizione ecologica si sono confrontati la scienziata Amalia Ballarino (CERN), Cosimo Cervicato (Gruppo Grimaldi) e Ivana Melillo (WISTA), focalizzandosi sulle opportunità delle tecnologie applicate su larga scala. La gestione logistica integrata e la competitività delle merci sono state al centro degli interventi di Diego Cattoni (AD A22), Laura Cimaglia (AdSP Mar Ionio) e Costanza Musso (Presidente Wista Italy).
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, Mauro Capo (Accenture) ha spiegato come l’Intelligenza Artificiale e i Digital Twin stiano rivoluzionando l’intero ciclo di vita navale, richiedendo però un approccio di sicurezza sistemico.
Le conclusioni dell’evento sono state affidate al Viceministro Edoardo Rixi, il quale ha rassicurato il settore circa il miglioramento del disegno di legge sulla governance portuale durante l’iter parlamentare, esprimendo al contempo forti perplessità sul sistema di tassazione Ets marittimo, considerato una barriera penalizzante per gli scali italiani rispetto alla concorrenza del Nord Africa. L’edizione 2026 si chiude così con una visione unanime: il mare rappresenta una piattaforma strategica integrata imprescindibile per il futuro del Paese.
