• 10 Giugno 2026 23:47

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Le donne motore della Blue Economy ma il settore marittimo ne frena ancora il potenziale

La Federazione del Mare lancia l’Osservatorio contro il divario di genere nei porti e punta sulla concretezza per valorizzare le professioniste in cima alle organizzazioni nazionali

Roma – In occasione dell’International Day for Women in Maritime 2026, la Federazione del Mare si schiera in prima linea per sostenere una svolta concreta nel settore marittimo. Il tema di quest’anno, “Dalla politica alla pratica: promuovere Gender Equality per l’eccellenza marittima”, accende i riflettori su una verità non più rimandabile: un’industria più forte, competitiva e resiliente si può costruire solo garantendo a tutti, senza distinzioni, lo stesso accesso a opportunità di carriera, percorsi di leadership e sviluppo professionale.

Il quadro attuale, tuttavia, evidenzia un forte paradosso. Se da un lato le donne continuano a offrire da anni un contributo fondamentale per la crescita e l’innovazione di ogni comparto della blue economy, dall’altro la loro presenza fisica e operativa nei settori marittimo-portuali resta sproporzionatamente e incomprensibilmente bassa. Una disparità che si traduce in una perdita netta di competenze per l’intero sistema.

Sul punto è intervenuto con fermezza Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, che ha sottolineato come l’economia del mare stia letteralmente perdendo occasioni, opportunità e potenziale. Secondo il presidente, non è più il tempo dei semplici riconoscimenti formali o degli apprezzamenti a parole. È necessario che ogni stakeholder del comparto marittimo traduca i principi in azioni concrete e misurabili, promuovendo una forza lavoro realmente diversificata e inclusiva attraverso investimenti sulla formazione e sulla valorizzazione del talento femminile.

Per passare dalle dichiarazioni d’intenti ai fatti, la Federazione del Mare, in stretta sinergia con Wista Italy e grazie alla forte spinta della sua presidente Costanza Musso, ha avviato i lavori per la creazione dell’Osservatorio sulla presenza femminile, intitolato “Donne per la Blue Economy”. L’obiettivo del progetto è duplice: approfondire l’impatto e il ruolo delle professioniste nel settore marittimo nazionale e, al contempo, offrire una chiave di lettura strutturata e scientifica delle dinamiche di genere che muovono l’economia del mare.

A dimostrazione di come la leadership femminile sia già un motore trainante, Mario Mattioli ha concluso il suo intervento esprimendo un ringraziamento ufficiale alle professioniste che occupano ruoli apicali e strategici all’interno della Federazione e delle associazioni partner. Tra i profili di vertice citati figurano Annamaria La Civita, direttrice di Assonave, Marina Stella, direttrice di Confindustria Nautica, Francesca Biondo, direttrice di Federpesca, e Silvia Migliorini, alla guida di Federchimica-Assogasliquidi. Il ringraziamento è stato esteso anche a Paola Vidotto, direttrice della Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile, Marina Barbanti, direttrice di Unem, Laurence Martin, segretaria generale della Federazione del Mare, e Flavia Melillo di ANIA, attuale coordinatrice del Gruppo Geopolitica della Federazione.