Fermo preventivo, daspo esteso e stop alla vendita di coltelli ai minori tra le principali novità
Roma – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza, un pacchetto di misure che interviene su più fronti per rafforzare la tutela dell’ordine pubblico, regolare le manifestazioni e introdurre nuovi limiti sul porto di armi e strumenti atti a offendere, in un contesto segnato da tensioni sociali e scontri avvenuti in diverse città italiane che avevano riacceso il dibattito sulla necessità di un intervento più incisivo da parte del Governo
Una delle principali novità riguarda la gestione delle manifestazioni pubbliche, per le quali viene introdotta la possibilità di un fermo preventivo fino a dodici ore nei confronti di persone considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza, sulla base di elementi concreti come precedenti penali o il possesso di oggetti pericolosi, mentre aumentano le sanzioni per chi non rispetta le regole di preavviso alle autorità e per i soggetti già condannati che partecipano a nuovi cortei
Il decreto inasprisce anche la disciplina sul porto di armi e strumenti da taglio, estendendo il divieto a oggetti affilati o appuntiti di vario genere e introducendo il divieto assoluto di vendita di coltelli e strumenti atti a offendere ai minori, anche attraverso piattaforme online, con pene più severe per chi trasgredisce
Previsto inoltre l’ampliamento del daspo urbano a stazioni, porti e aeroporti per chi adotta comportamenti violenti o molesti, insieme al potenziamento delle perquisizioni immediate da parte delle forze dell’ordine per verificare la presenza di armi o esplosivi, oltre a misure specifiche per contrastare la criminalità giovanile e migliorare la sicurezza nelle aree urbane
L’approvazione del decreto ha suscitato un vivace confronto politico, con il Governo che difende il provvedimento definendolo uno strumento necessario per garantire la sicurezza dei cittadini e l’opposizione che esprime preoccupazione per i possibili effetti sulle libertà di manifestazione e di espressione, chiedendo modifiche durante il percorso parlamentare di conversione in legge
Il decreto entra in vigore immediatamente ma dovrà essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni, periodo in cui potrebbero arrivare emendamenti e correzioni su alcuni punti ritenuti particolarmente sensibili, come la durata del fermo preventivo e la definizione delle aree soggette a daspo
Con questo provvedimento il Governo punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo, ribadendo la linea della tolleranza zero contro la violenza e le situazioni di rischio per l’ordine pubblico, in una fase in cui la sicurezza torna al centro dell’agenda politica nazionale
