• 10 Giugno 2026 23:05

Seareporter.it

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Caro carburanti e trasporti marittimi il grido d’allarme di Assarmatori

Il Decreto bis dimentica le isole e penalizza le compagnie di navigazione nonostante i rincari record

Roma – Il Decreto Carburanti-bis taglia il traguardo dell’approvazione finale, ma porta con sé una lacuna che rischia di affondare la competitività del trasporto marittimo italiano. Nonostante le criticità sollevate già durante la prima stesura, il testo definitivo ignora le necessità del settore navale, lasciando le compagnie sole a fronteggiare l’impennata dei costi del greggio proprio mentre garantiscono i collegamenti essenziali con le isole.

La denuncia arriva da Assarmatori, che definisce la decisione una penalizzazione per un comparto vitale. Il trasporto marittimo non è un semplice servizio accessorio, ma rappresenta l’infrastruttura che garantisce la continuità territoriale, la mobilità dei cittadini e la tenuta dell’economia turistica di intere regioni. Escluderlo dai sostegni significa, secondo l’associazione, ignorare i bisogni delle comunità isolane.

Il Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha definito l’esclusione “incomprensibile”, sottolineando che le compagnie non stanno speculando, ma sostenendo costi straordinari per mantenere prezzi competitivi e frequenze regolari. Messina evidenzia inoltre un paradosso legato al sistema ETS: le risorse versate dagli armatori per la transizione ecologica vengono prelevate per finanziare misure sui carburanti dalle quali, però, il settore marittimo resta escluso.

Per risolvere questo “cortocircuito”, l’associazione chiede al Governo e al Parlamento un segnale di coerenza: l’introduzione di un credito d’imposta mirato, parametrato all’extra costo documentato, per le compagnie impegnate nei servizi essenziali. L’obiettivo è evitare che il peso dei rincari energetici ricada interamente sulle imprese che assicurano il collegamento tra le isole e il resto del Paese.