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Ddl Mare la svolta per la Blue Economy, ecco cosa cambia per la Campania

DiMario Esposito

Mar 27, 2026

Il provvedimento, approvato in prima lettura al Senato, punta a rivoluzionare il settore nautico tra lotta all’abusivismo, digitalizzazione e nuove regole per l’arruolamento dei marittimi.

L’approvazione in prima lettura al Senato del Ddl Valorizzazione risorsa mare non è solo un atto legislativo di settore, ma rappresenta un cambio di paradigma per una regione come la Campania, dove l’economia del mare pesa per una quota rilevante del PIL locale. Il testo, ora all’esame della Camera, introduce pilastri normativi che promettono di riordinare il traffico nelle nostre acque, proteggendo la professionalità degli operatori e la sicurezza della navigazione.

Uno dei punti più qualificanti è la netta separazione tra il noleggio di unità da diporto e il trasporto passeggeri commerciale. In un territorio caratterizzato da un network fittissimo di collegamenti marittimi (pensiamo alle linee per Capri, Ischia e Procida), la chiarezza normativa è vitale per evitare fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale.

  • Il limite dei 12 passeggeri: L’istituzione della locazione con prescrizione di comandante viene vincolata al tetto massimo di 12 passeggeri e alla condizione che il locatario sia una persona fisica. Questo impedisce tecnicamente che grandi imbarcazioni da diporto operino come “vettori ombra” al di fuori delle rigide normative sulla sicurezza proprie del trasporto passeggeri puro.

  • Trasparenza economica: La cancellazione della clausola “tutto incluso” per il noleggio a itinerario concordato obbliga a una distinzione chiara dei costi. Questo significa che il diportista saprà esattamente cosa sta pagando, evitando che pacchetti opachi vengano venduti come servizi di linea camuffati.

Per i nostri porti, da Napoli a Castellammare di Stabia fino a Salerno, il decreto introduce novità organizzative attese da anni:

  • Arruolamento Marittimi: Viene finalmente superato il limite del Codice della Navigazione che limitava l’iscrizione alla Gente di Mare ai soli cittadini UE. In Campania, hub di eccellenza per la nautica d’altura, i marittimi extracomunitari residenti in Italia potranno ora essere regolarmente imbarcati. Ciò risponde alla cronica carenza di personale e regolarizza posizioni professionali già attive sul territorio.

  • Digitalizzazione: Il testo prevede un ampio ricorso alla digitalizzazione delle procedure amministrative. Per l’utente e per le aziende portuali, questo si traduce in una riduzione dei tempi d’attesa presso le Capitanerie di Porto e in una gestione più snella della documentazione di bordo, portando il settore verso standard europei a “costo zero” per lo Stato.

La Campania vanta una filiera di eccellenza nella cantieristica per unità entro i 24 metri, un settore che nel 2025 ha mostrato segnali di contrazione. Le semplificazioni introdotte per la cantieristica e le scuole nautiche sono viste con favore da Confindustria Nautica come strumenti per contrastare la “fuga dalla bandiera italiana”.

Inoltre, l’attesa per il nuovo decreto di sicurezza per le navi da diporto del MIT sarà il test definitivo per misurare l’efficacia del provvedimento sul piano operativo. Un quadro normativo più sicuro e moderno incentiva gli investimenti nel refitting e nel charter di lusso, segmenti in cui le coste campane sono leader mondiali.

Nonostante l’entusiasmo di Confindustria Nautica per le semplificazioni riguardanti cantieristica e scuole nautiche, restano ancora dei nodi da sciogliere per rendere l’Italia un porto davvero competitivo a livello europeo.

Come sottolineato dai vertici di Assarmatori, il prossimo passo fondamentale — oltre all’approvazione definitiva alla Camera — dovrà essere la ratifica della Convenzione di Londra del 1976 sulla responsabilità dell’armatore e l’equiparazione del trattamento fiscale per i marittimi su navi con bandiera UE/SEE rispetto a quella italiana.

In un settore dove il dettaglio tecnico fa la differenza tra un’operazione sicura e un vuoto normativo, il Ddl Mare rappresenta un primo, solido passo verso la certezza del diritto per tutti gli attori della “blue economy”.

Il Ddl Mare traccia la rotta, ma sarà l’attuazione pratica a determinare se la Campania saprà sfruttare queste nuove regole per consolidare il suo ruolo di capitale del Mediterraneo.

Mario Esposito