I risultati del primo trimestre 2026 premiano la flotta DIS mentre l’AIE taglia le stime sulla domanda globale di greggio: dividendo da 0,27 dollari per gli azionisti.
Lussemburgo -I risultati del primo trimestre 2026 di d’Amico International Shipping (DIS) confermano un periodo di forte redditività per il gruppo leader nel trasporto marittimo di prodotti petroliferi. La società ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 27,5 milioni di dollari, segnando una crescita significativa rispetto ai 18,9 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.
A trainare la performance è stato il deciso rafforzamento del mercato delle product tanker, influenzato in modo determinante dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In particolare, il conflitto in Iran e la conseguente drastica riduzione dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz — nodo strategico per il 20% dell’offerta mondiale di petrolio — hanno innescato una profonda riconfigurazione delle rotte commerciali e un balzo dei noli. Le tariffe spot giornaliere ottenute dal Gruppo sono salite a una media di 32.264 dollari, con un incremento del 53% su base annua.
L’Amministratore Delegato Carlos Balestra di Mottola ha sottolineato come l’attuale complessità del mercato stia favorendo la domanda, misurata in tonnellate-miglia, a causa dell’allungamento delle distanze di viaggio e della limitata disponibilità di navi. Nonostante l’incertezza legata alla durata del conflitto, il management ritiene che la necessità globale di ricostituire le scorte commerciali e strategiche garantirà un supporto al mercato per diversi mesi anche dopo l’eventuale fine delle ostilità.
Tuttavia, lo scenario globale delineato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) nel report di aprile 2026 invita alla cautela: il conflitto sta indebolendo l’outlook globale, con una contrazione della domanda di petrolio stimata in 80.000 barili al giorno per l’anno in corso. Nel secondo trimestre del 2026 è attesa una flessione di circa 1,5 milioni di barili al giorno, il calo più marcato dalla pandemia. Anche l’offerta ha subito una contrazione storica: a marzo è diminuita di 10,1 milioni di barili al giorno a causa degli attacchi alle infrastrutture e dei blocchi a Hormuz.
Sul fronte operativo e finanziario, il Gruppo prosegue la strategia di modernizzazione della flotta. Tra dicembre 2025 e marzo 2026, DIS ha formalizzato ordini per sei nuove unità (quattro MR2 e due MR1) con consegne previste nel 2029, portando il piano totale di investimenti in nuove costruzioni a circa 512,3 milioni di dollari per complessive dieci navi. Nel corso del trimestre è stata inoltre ceduta la nave High Seas per 27,6 milioni di dollari, operazione che ha generato un’importante iniezione di liquidità.
I dati patrimoniali riflettono una struttura finanziaria definita “estremamente solida” dal CFO Federico Rosen. Al 31 marzo 2026, la posizione finanziaria netta del Gruppo era pari a 25,8 milioni di dollari, con una disponibilità di cassa di 189,6 milioni. Il rapporto tra indebitamento netto e valore di mercato della flotta è sceso ad appena il 2,0%, a conferma della drastica riduzione della leva finanziaria operata negli ultimi anni.
L’offerta globale di naviglio mostra segni di invecchiamento: secondo Clarksons, il 20,7% delle navi MR e LR1 ha almeno 20 anni. Sebbene le demolizioni siano in leggero aumento, il favorevole contesto dei noli continua a rallentare il riciclo delle navi meno efficienti. Parallelamente, l’inasprimento delle sanzioni contro il commercio illecito di petrolio russo e iraniano sta riducendo la disponibilità effettiva della flotta, sostenendo ulteriormente i noli.
L’assemblea degli azionisti, riunitasi il 29 aprile 2026, ha approvato la distribuzione di un dividendo lordo di 0,27 dollari per azione, per un esborso complessivo di circa 34,9 milioni di dollari, confermando l’impegno della società nella generazione di valore per i propri investitori.
