Con l’avvio della nuova piattaforma RENTRI, il settore della gestione dei rifiuti entra nell’era digitale. Assosoftware: “Innovazione epocale, ma servono tempo e flessibilità per l’adattamento delle imprese”.
Roma – Il 13 febbraio 2026 segna una data chiave per la gestione dei rifiuti in Italia: entra in funzione l’XFIR, il formulario elettronico che accompagnerà ogni trasporto di rifiuti lungo l’intera filiera, dalla produzione allo smaltimento.
Si tratta di una nuova fase nell’attuazione del RENTRI, la banca dati nazionale che digitalizza i flussi informativi del settore, avviata un anno fa con la trasmissione telematica dei registri di carico e scarico.
Non è un semplice aggiornamento amministrativo, ma una trasformazione strutturale: un intero comparto, tradizionalmente ancorato alla documentazione cartacea e alle vidimazioni manuali, compie un salto tecnologico paragonabile – per impatto e portata – all’introduzione della fatturazione elettronica.
Una volta a regime, il RENTRI renderà il sistema di gestione dei rifiuti tra i più digitalizzati d’Europa.
L’XFIR, equivalente digitale della “bolla di accompagnamento”, è un documento nativo elettronico che viene compilato e firmato digitalmente da tutti i soggetti coinvolti – produttori, trasportatori, destinatari – garantendo tracciabilità e sicurezza lungo l’intero percorso del rifiuto. Una complessità tecnologica e organizzativa senza precedenti, che risponde anche alle direttive europee in materia di sostenibilità, legalità e contrasto alle frodi.
Il nuovo sistema rappresenta un’evoluzione rispetto al fallimentare SISTRI del 2009, naufragato per limiti tecnologici e scarso coinvolgimento delle imprese. Stavolta, il progetto nasce da una co-progettazione con le associazioni di categoria e con il contributo delle software house, per garantire piena interoperabilità con i gestionali aziendali già in uso.
Tuttavia, come in ogni grande innovazione, non mancano criticità. Le imprese devono adattarsi in tempi stretti, gli autotrasportatori dovranno firmare digitalmente i formulari in mobilità tramite app, e non mancano i rischi legati alla connettività o ai malfunzionamenti dei dispositivi.
È stata predisposta una procedura di emergenza per le situazioni di indisponibilità tecnologica, ma la sua piena adozione richiederà formazione e tempo. Alcuni operatori avvertono che eventuali blocchi del sistema potrebbero provocare danni economici di milioni di euro al giorno.
Fondamentale, in questa fase, il ruolo delle software house, veri pilastri tecnici dell’ecosistema RENTRI. Sono loro a garantire l’integrazione dei gestionali, la formazione e l’assistenza alle imprese. Tuttavia, osserva Assosoftware, queste aziende vengono spesso coinvolte solo in una fase tardiva, nonostante la normativa – in particolare l’articolo 46 del DDL 1184 – preveda la necessità di tempi congrui per lo sviluppo e il test dei sistemi informatici.
L’ultimo aggiornamento ministeriale risale infatti al 22 gennaio 2026, a meno di venti giorni dall’entrata in vigore del nuovo obbligo.
Da qui, l’appello di Assosoftware: prevedere una moratoria sulle sanzioni, consentendo un periodo di rodaggio per permettere a imprese e operatori di adeguarsi senza il rischio di penalizzazioni immediate.
“Ciò che va evitato – si legge nella nota – è che si ripeta l’esperienza negativa del SISTRI. Il RENTRI è un passo avanti necessario, ma serve equilibrio per accompagnare le imprese nella transizione digitale senza bloccare il sistema produttivo”.
