• 13 Aprile 2026 19:14

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Crocierismo, l’AdSP del Mar Ligure Occidentale chiede regole condivise per tutelare competitività e investimenti

Dopo il workshop sul valore della cruise economy, il presidente Matteo Paroli richiama la necessità di coordinamento su eventuali misure fiscali

Genova – All’indomani del workshop dedicato al valore dell’industria crocieristica, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale torna a richiamare l’attenzione sulla necessità di un approccio condiviso e coerente in materia di eventuali interventi fiscali sul comparto. L’obiettivo è preservare la competitività di un sistema che continua a generare rilevanti ricadute economiche e occupazionali per i territori e per l’intero Paese.

I numeri emersi nel corso dell’incontro fotografano con chiarezza il peso della cruise economy. Nei porti di Genova e Savona, nel 2025, il settore crocieristico ha prodotto un impatto economico diretto pari a 346 milioni di euro, sostenendo almeno 2.700 occupati diretti, cui si aggiunge un’ampia filiera di occupazione indiretta. Di questi, ben 255 milioni di euro – pari al 73% – derivano dalle attività di home port, segmento a più alto valore aggiunto grazie alla maggiore permanenza dei passeggeri e all’attivazione di servizi sul territorio.

Un quadro che, secondo l’AdSP, impone cautela nelle scelte di policy.

Gli importanti investimenti in corso – sottolinea il presidente Matteo Paroli – richiedono un quadro di riferimento stabile e coerente. Parliamo di un settore che genera centinaia di milioni di euro e sostiene migliaia di posti di lavoro lungo una filiera articolata, con una componente di home port a maggiore valore aggiunto. Si tratta di un risultato costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra pubblico e operatori privati e a un percorso di sviluppo sostenuto da significativi investimenti infrastrutturali e ambientali”.

Paroli evidenzia inoltre come il crocierismo operi in un mercato globale altamente competitivo, nel quale le scelte delle compagnie sono fortemente condizionate dalla stabilità e dalla prevedibilità del contesto normativo ed economico.

In questo scenario – prosegue – interventi che non tengano conto degli equilibri esistenti rischiano di incidere negativamente su un sistema che produce benefici concreti e misurabili. È quindi necessario esprimere contrarietà a ogni misura fiscale territoriale non preventivamente valutata in modo condiviso, anche con il cluster portuale, considerando le ricadute economiche, occupazionali e industriali del settore”.

La linea indicata dall’Autorità è chiara: solo attraverso un approccio coordinato e condiviso sarà possibile sostenere la crescita del comparto crocieristico e consolidare il contributo strategico che esso offre al sistema portuale italiano e all’economia nazionale.