• 19 Maggio 2026 02:39

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Crociere in pieno boom trainate dal primato italiano

La fidelizzazione record e gli investimenti miliardari spingono il settore verso un 2026 da protagonisti.

Roma – Il comparto crocieristico globale non accenna a frenare, trainato da una fidelizzazione record che vede il 90% dei passeggeri pronto a tornare a bordo. Secondo i dati diffusi da CLIA, l’associazione internazionale di categoria, il 2025 ha consacrato l’Italia come protagonista assoluta: con 1 milione e 122mila viaggiatori, il nostro Paese si conferma il terzo mercato di provenienza in Europa, distinguendosi per l’età media più bassa del continente (42 anni e mezzo).

Il successo della formula risiede in un’offerta sempre più diversificata. Come sottolineato da Francesco Galietti, Direttore CLIA Italia, il settore sta evolvendo verso itinerari alternativi, crociere tematiche e l’impiego di navi più piccole capaci di raggiungere oltre 60 porti italiani. Questa capillarità trasforma la crociera in un volano per il turismo territoriale: il 60% dei crocieristi, infatti, sceglie di tornare per una vacanza più lunga nelle località scoperte per la prima volta durante lo scalo.

A livello globale, il 2025 ha registrato 37,2 milioni di passeggeri, con l’Europa che ne ha generati quasi 9 milioni (+5,3% rispetto all’anno precedente). In questo scenario, il Mediterraneo resta l’area geografica dominante, intercettando il 45% della domanda europea. L’impatto economico è altrettanto rilevante: il 64% dei passeggeri pernotta nelle città di inizio o fine crociera (porti turnaround) e il 70% investe in escursioni a terra, favorendo un modello di fruizione culturale profonda e immersiva.

L’industria rappresenta inoltre un pilastro della manifattura europea. Solo nel 2026 entreranno in servizio 8 nuove navi costruite nei cantieri del Continente, per un investimento di 6,6 miliardi di dollari, mentre l’orizzonte al 2037 prevede commesse per oltre 71 miliardi. L’Italia guida la classifica europea per impatto economico: nel 2024 il settore ha generato nel Belpaese 18,1 miliardi di euro di ricadute complessive, sostenendo 113.000 posti di lavoro e contribuendo al PIL nazionale per 7,3 miliardi di euro.