• 7 Settembre 2026 02:06

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Riforma dei porti e Piano del Mare, Confitarma chiede una visione strategica unitaria

Il Direttore Generale Luca Sisto invoca una cabina di regia centrale forte ma senza ricadute economiche sui bilanci delle AdSP e sulle tasse portuali

Roma – Nuova governance portuale e Piano del Mare devono viaggiare insieme per rilanciare la competitività marittima dell’Italia. È questo il messaggio lanciato da Confitarma durante l’audizione in IX Commissione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge di riordino della legge 84/94.

Il Direttore Generale Luca Sisto ha evidenziato come la coincidenza tra il dibattito parlamentare e la pubblicazione del Piano del Mare 2026-2028 rappresenti un’opportunità storica per l’economia marittima nazionale, un obiettivo da sempre al centro dell’azione della confederazione armatoriale.

“Come armatori – ha affermato Luca Sisto – auspichiamo che la nuova governance sia in grado di esprimere una visione strategica d’insieme e una struttura centrale capace di contribuire a valorizzare il ruolo del sistema marittimo-portuale quale centro motore dello sviluppo dell’economia italiana.”

Pur valutando positivamente l’istituzione di una cabina di regia centrale per le infrastrutture strategiche, Confitarma ha sottolineato la necessità di definirne chiaramente competenze e natura pubblica per garantirne l’indipendenza. Secondo la confederazione, è fondamentale distinguere il ruolo del soggetto centrale da quello delle Autorità di Sistema Portuale (AdSP), salvaguardando anche i porti strategici esclusi dalla rete TEN-T.

Infine, gli armatori hanno lanciato un monito sui finanziamenti della futura Porti d’Italia S.p.A. per evitare che pesino sui bilanci delle singole AdSP, scongiurando il rischio di aumenti di tasse e canoni. Per questo motivo, Confitarma ha ribadito la necessità di assicurare una presenza stabile e strutturata dell’industria armatoriale nei nuovi organismi di governance.