Dal primo gennaio 2026 il meccanismo europeo impatta su operatività e spese. Nord Ovest supporta gli importatori per evitare sanzioni e ottimizzare la gestione dei dati emissivi.
Cuneo – L’entrata in vigore della fase definitiva del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), scattata il 1° gennaio 2026, ha trasformato gli obblighi doganali e ambientali in una questione cruciale per la continuità operativa delle imprese. Non si tratta più di una semplice formalità dichiarativa, ma di un processo che impatta direttamente sui costi e sulla gestione del rischio sanzionatorio. In questo scenario complesso, Nord Ovest S.p.A., operatore specializzato nella logistica internazionale, si pone al fianco delle aziende per guidarle tra autorizzazioni, validazione dei dati emissivi e acquisto dei certificati.
Le conseguenze di un mancato o errato adeguamento normativo possono rivelarsi molto pesanti per gli importatori. Tra i rischi concreti figurano il blocco delle merci in dogana, sanzioni di 100 euro per tonnellata — con importi che possono triplicarsi o quintuplicarsi in specifici casi — e rincari fino al 30%. Questi ultimi si verificano quando un’azienda è costretta a ricorrere ai valori predefiniti stabiliti dalla Commissione Europea, rinunciando ai dati emissivi reali e certificati della propria filiera.
Per evitare queste esposizioni economiche, Nord Ovest ha già iniziato a supportare circa 60 aziende, in prevalenza attive nell’importazione di ferro, acciaio, alluminio e cemento. La maggior parte di queste imprese rientra nelle prime due fasce di volume, mentre una quota più limitata supera le 10.000 tonnellate annue. Le analisi condotte mostrano in modo inequivocabile il peso economico di una gestione corretta del dato. Le simulazioni effettuate a confronto tra lo scenario worst case (basato sui valori standard) e quello basato sui dati reali hanno evidenziato una riduzione dei costi CBAM compresa tra il 67% e il 93%, con una media dell’80%. I dati parlano chiaro: in un caso, la spesa stimata è passata da oltre 66 mila euro a poco più di 13 mila euro, mentre in un altro si è ridotta da oltre 18 mila euro a circa 1.400 euro.
L’assistenza offerta si sviluppa lungo tutta la catena del valore, a partire dalla verifica dei codici doganali e dalla definizione del perimetro degli obblighi normativi. Operativamente, l’azienda utilizza un software di calcolo dedicato per elaborare i dati e generare report periodici, permettendo di confrontare lo scenario più penalizzante con i dati reali. Il percorso si completa con il supporto nella predisposizione della dichiarazione annuale e la gestione dei certificati sul portale dedicato, oltre a un costante aggiornamento sull’evoluzione normativa.
“Il CBAM è entrato in una fase in cui gli impatti per le imprese sono concreti e non più rinviabili”, spiega Simona Mellano, Responsabile del Reparto Consulting & Academy di Nord Ovest. “Per molte aziende il punto non è soltanto rispettare un adempimento, ma evitare blocchi operativi, contenere i costi e gestire correttamente un processo che richiede metodo, dati affidabili e aggiornamento continuo, rappresentando un tema strategico per la competitività degli importatori”.
