• 13 Aprile 2026 19:53

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Castel Volturno, lido sotto sequestro: concessione intestata a un condannato per criminalità organizzata

Inchiesta su uno stabilimento di Pinetamare: secondo gli investigatori avrebbe continuato a operare nonostante l’interdizione prevista dalla legge

Castel Volturno – Uno stabilimento balneare attivo sul litorale di Pinetamare è finito sotto sequestro preventivo dopo che le indagini hanno fatto emergere un elemento destinato a sollevare più di un interrogativo: la licenza sarebbe rimasta intestata a un soggetto condannato in via definitiva per reati di criminalità organizzata.

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale competente su richiesta della Procura della Repubblica, su impulso della Procura Generale di Napoli, al termine di un’attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone, insieme all’Ufficio Locale Marittimo di Castel Volturno della Capitaneria di Porto.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo – già gravato da una condanna definitiva – avrebbe continuato a beneficiare della concessione demaniale marittima rilasciata prima della sentenza, mantenendo di fatto la gestione del lido. Una situazione che, alla luce della normativa vigente, non avrebbe dovuto verificarsi: per chi è stato condannato per reati particolarmente gravi, come quelli legati alla criminalità organizzata, la legge prevede infatti l’impossibilità di ottenere o mantenere autorizzazioni e concessioni pubbliche.

Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti più delicati della vicenda. Nonostante il quadro normativo sia chiaro nel prevedere la decadenza dalle concessioni per soggetti colpiti da determinate condanne o misure di prevenzione, il titolo autorizzativo sarebbe rimasto formalmente in essere, consentendo allo stabilimento di continuare l’attività sul demanio marittimo.

Gli approfondimenti investigativi hanno quindi portato alla contestazione dell’utilizzo della licenza “sine titulo”, configurando il reato di occupazione abusiva di spazio demaniale previsto dal Codice della Navigazione. Da qui la richiesta di sequestro preventivo dello stabilimento balneare, accolta dal giudice per le indagini preliminari.

La vicenda riaccende i riflettori sulla gestione delle concessioni lungo il litorale domizio, da anni al centro di polemiche e verifiche su legalità e trasparenza.

Resta comunque fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva. La misura cautelare reale è stata adottata in questa fase con contraddittorio limitato, e spetterà al giudice del processo valutare l’eventuale responsabilità.