• 19 Maggio 2026 02:17

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Carburanti, allarme jet fuel: l’Europa è “corta” per 20 milioni di tonnellate. Murano (UNEM): “In Italia coperti per ora, ma scorte da monitorare”

Roma – Il mercato del carburante per aerei attraversa una fase di fragilità strutturale, accentuata dalle tensioni geopolitiche e dalla necessità di ridisegnare le rotte degli approvvigionamenti. A delineare il quadro è stato Gianni Murano, presidente di UNEM (Unione Energie per la Mobilità), intervenuto ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24 per analizzare la tenuta del sistema energetico legato al trasporto aereo.

Secondo Murano, il deficit di jet fuel rappresenta un problema serio che colpisce duramente l’intero continente. L’Italia importa circa il 50% del proprio fabbisogno, pari a 2,5 milioni di tonnellate, ma è il dato complessivo a preoccupare: a livello europeo manca una quota di 10 milioni di tonnellate, che sale a 20 milioni se si include la Gran Bretagna, sede dell’hub strategico di Heathrow. Si tratta di un “corto” massiccio che riflette la complessità di un mercato privato dei distillati russi e attualmente condizionato dal blocco delle importazioni dal Medio Oriente.

Nonostante lo scenario critico, le prospettive immediate per il mercato italiano rimangono rassicuranti. Il presidente di UNEM ha confermato che non si prevedono criticità per i mesi di aprile e maggio, grazie alla stabilità delle produzioni nelle raffinerie nazionali e ai flussi d’importazione programmati. La tenuta del sistema è garantita anche dalla presenza delle scorte di emergenza, asset fondamentale per attutire eventuali shock esterni.

L’attenzione resta tuttavia alta sulle coperture per i periodi successivi. Il monitoraggio dei volumi e la capacità di diversificare le fonti saranno determinanti per gestire una carenza che Murano definisce ormai strutturale, rendendo necessario un equilibrio costante tra domanda interna e disponibilità sui mercati internazionali.