• 11 Giugno 2026 00:06

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Blitz notturno alla Gaiola per pesca di frodo: sequestrata una barca e salvati quattrocento ricci di mare

La Guardia Costiera ferma tre persone nella zona a riserva integrale dell’area marina protetta mentre il proprietario del natante viene denunciato e rischia fino a sei mesi di arresto

Napoli – Un blitz notturno in piena regola quello scattato intorno all’una di questa notte nelle acque dell’Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola”, dove il personale di presidio ha intercettato una barca a motore all’interno della zona “A”, l’area a riserva integrale dove è tassativamente vietata qualsiasi attività umana, dalla navigazione alla balneazione. La segnalazione è arrivata immediatamente alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Napoli, che ha fatto convergere sul posto la motovedetta di polizia marittima CP550.

Giunti sul punto indicato, i militari hanno sorpreso un natante in vetroresina di circa 7 metri con tre persone a bordo, intento a navigare indisturbato nel cuore dell’oasi protetta. Durante le procedure di identificazione e l’ispezione dello scafo, la Guardia Costiera ha scoperto attrezzatura specialistica per la pesca subacquea, tra cui bombole ad aria compressa, pinne, retini e cinture piombate. Indizi inequivocabili che hanno spinto i militari a ipotizzare una battuta di pesca illegale appena conclusa.

A quel punto è stato fondamentale il supporto dei tecnici del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola ONLUS, ente gestore dell’area protetta. Un subacqueo specializzato del Centro si è immerso nel punto esatto del fermo, individuando sul fondale diversi retini stracolmi di ricci di mare. Circa 400 gli esemplari recuperati, che sono stati immediatamente liberati e rigettati in acqua per garantire la prosecuzione del loro ciclo vitale nel proprio habitat naturale.

Per il proprietario del natante, un uomo con precedenti penali, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli. L’accusa è quella di aver navigato a motore nella zona di massima restrizione, compromettendo la tutela dell’ecosistema marino. Oltre alla denuncia, i militari hanno provveduto al sequestro penale dell’imbarcazione. Secondo la legge 394 del 1991 che disciplina le Aree Marine Protette, questo genere di condotta illecita prevede sanzioni severissime, che includono anche l’arresto fino a sei mesi.

L’operazione si inserisce nel quadro delle costanti attività di sorveglianza della Guardia Costiera per contrastare i reati ambientali e tutelare la biodiversità di aree nate per preservare gli ecosistemi marini a beneficio delle future generazioni.