• 13 Aprile 2026 19:38

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Autotrasporto, allarme gasolio: “Tariffe giornaliere o i camion si fermano”

Trasportounito propone di adeguare ogni giorno il costo dei viaggi al prezzo del carburante. Longo: «Il gasolio ha superato i 2,2 euro al litro, senza interventi il settore rischia il tracollo».

Genova – L’escalation del prezzo del gasolio, alimentata anche dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente, sta mettendo sotto pressione il settore dell’autotrasporto italiano. Di fronte a rincari sempre più rapidi e difficili da sostenere per le imprese, arriva la richiesta di un cambio immediato delle modalità di determinazione delle tariffe di trasporto.

A lanciare l’allarme è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, che propone l’introduzione di un sistema di adeguamento quotidiano dei prezzi dei servizi di trasporto, legato direttamente all’andamento del costo del carburante. Una misura che, secondo l’organizzazione, sarebbe l’unica risposta immediata per evitare un collasso finanziario delle aziende del settore.

«I danni economici che si stanno aprendo nei conti delle imprese di autotrasporto rischiano di diventare presto irrecuperabili», afferma Longo. «Per questo è indispensabile aprire con urgenza un confronto stabile tra imprese e committenza per condividere interventi concreti».

Nell’immediato, la proposta è quella di concordare ogni mattina il costo di ciascun viaggio tra vettori e committenti, definendo le tariffe sulla base di parametri oggettivi e non più attraverso una contrattazione tradizionale. Un meccanismo che rifletterebbe direttamente il valore del gasolio, che in alcune città italiane – come Roma – ha già raggiunto quota 2,2 euro al litro.

Secondo Trasportounito, in assenza di questo adeguamento immediato, l’alternativa rischia di essere il fermo dei mezzi. «Chiediamo alle imprese di adottare con coraggio questa linea – prosegue Longo – perché senza interventi tempestivi il rischio concreto è il tracollo e il fallimento di molte aziende».

L’organizzazione sottolinea inoltre come gli strumenti attualmente previsti dalla normativa, come la clausola dell’“emergency fuel surcharge” che consente adeguamenti settimanali delle tariffe, risultino ormai insufficienti per fronteggiare una crisi caratterizzata da variazioni dei prezzi molto più rapide.

Da qui la richiesta di un intervento del governo. Trasportounito sollecita l’apertura urgente di un tavolo ministeriale per individuare misure straordinarie a sostegno del settore, sia sul piano normativo sia su quello operativo.

Tra le ipotesi avanzate dall’associazione figura anche l’introduzione di un sistema di accisa mobile sul carburante, capace di ridurre l’impatto dei rincari sui costi sostenuti dalle imprese di trasporto. Un intervento che, secondo gli operatori del settore, potrebbe contribuire ad attenuare gli effetti della crisi energetica su una filiera strategica per l’economia nazionale.