• 7 Settembre 2026 15:00

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Caro-gasolio, Assotir al Governo: «Niente tagli lineari alle accise, subito controlli e stop alle speculazioni»

Il prezzo del gasolio sale di 18 centesimi in due settimane l associazione dice no al taglio delle accise e chiede il monitoraggio dell Antitrust

Roma – Un nuovo shock energetico rischia di mettere in ginocchio l’autotrasporto italiano e, a cascata, l’intera economia nazionale. A lanciare l’allarme è Assotir che, nella giornata del 20 luglio 2026, ha indirizzato al Governo una serie di richieste precise: stop ai tagli lineari delle accise, monitoraggio stretto dei prezzi alla pompa, coinvolgimento istituzionale della committenza e un intervento deciso dell’Antitrust contro le speculazioni sui beni di consumo.

A riaccendere l’emergenza è stato il nuovo picco delle ostilità in Medio Oriente, che ha fatto impennare il costo del gasolio di 18 centesimi in appena due settimane, precisamente dal 5 luglio 2026 a oggi. «Il settore è appena uscito dalla crisi vissuta tra marzo e giugno e le conseguenze di questa nuova fiammata su inflazione e consumi rischiano di essere incalcolabili», avverte il Presidente Nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso. Con i prezzi tornati rapidamente ai livelli di marzo, lo scenario per il mese di agosto si preannuncia drammatico, con alcuni esperti che ipotizzano il raggiungimento dei 2,70 euro al litro.

Assotir contesta apertamente la strategia del passato. «Non serve un nuovo taglio lineare delle accise come quello introdotto in primavera per fronteggiare la prima emergenza», spiega il Segretario Generale, Claudio Donati. «Quella misura ha finito per penalizzare il trasporto professionale e favorire solo il turismo. Serve invece un controllo rigido sui prezzi: per un aumento di 18 centesimi sono bastati 15 giorni, mentre per assistere a un calo di pari entità, tra il 12 aprile 2026 e il 5 luglio 2026, abbiamo dovuto attendere quasi tre mesi».

Sul tavolo anche il nodo della filiera. Assotir chiede che la committenza e i grandi operatori (Primi Vettori) facciano la loro parte, denunciando la prassi scorretta di trattenere i ricarichi tariffari senza riconoscerli ai subvettori, l’anello più debole ma fondamentale del trasporto.

Infine, l’appello formale all’Antitrust per frenare i rincari ingiustificati nei supermercati. «Abbiamo visto aumenti a due cifre sui generi alimentari giustificati con il caro-trasporti», conclude Donati. «Si tratta di speculazioni ai danni dei consumatori: l’incidenza reale del trasporto sul prodotto finale è minima, eppure si scarica la colpa sui trasportatori, che spesso non hanno percepito un solo centesimo di aumento».