• 19 Maggio 2026 02:16

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Assotir boccia la strategia dei blocchi e chiede riforme strutturali per l’autotrasporto

La Presidente Anna Vita Manigrasso avverte che i fermi nazionali costerebbero un miliardo di euro e non risolverebbero i nodi legati a intermediazione e precarietà.

Il settore dell’autotrasporto italiano attraversa una fase di profonda turbolenza, stretta tra l’impennata dei costi del carburante e croniche fragilità strutturali. In questo scenario, ASSOTIR ha espresso una posizione netta, criticando le minacce di blocco della circolazione che giudica difficilmente attuabili e potenzialmente più dannose degli stessi rincari. Secondo l’associazione, le mobilitazioni ipotizzate in queste ore mancano di coordinamento e rischiano di tradursi in un boomerang economico per le imprese del settore.

Anna Vita Manigrasso, Presidente Nazionale di ASSOTIR, ha descritto una categoria che appare “allo sbando” di fronte allo tsunami del caro-gasolio. Analizzando il panorama delle proteste, che spazia dai fermi nei porti siciliani alle proclamazioni nazionali bocciate dalla Commissione di Garanzia, la Presidente ha sottolineato come la soluzione alla crisi non possa ricadere esclusivamente sulle spalle dei trasportatori. Se da un lato lo Stato deve intervenire, dall’altro è necessario che il mercato e i committenti assorbano una quota consistente dei maggiori costi operativi.

Sulla stessa linea si è espresso il Segretario di ASSOTIR, Claudio Donati, che ha definito insufficiente lo stanziamento di 100 milioni di euro per il credito d’imposta previsto dal Governo. Tuttavia, Donati ha evidenziato un paradosso numerico: a fronte della richiesta di ulteriori 200 milioni di sussidi, una settimana di fermo nazionale costerebbe agli autotrasportatori circa un miliardo di euro, senza contare le ripercussioni sistemiche per l’intero Paese. Il Segretario ha dunque invitato a spostare il focus del dibattito dalle contingenze belliche alle criticità preesistenti, come l’intermediazione selvaggia e la precarietà normativa.

La proposta di ASSOTIR mira a un superamento dell’attuale sistema giuridico, giudicato fatto di norme spesso inapplicabili. L’obiettivo indicato dai vertici dell’associazione è quello di seguire i modelli già adottati in Spagna e Francia, introducendo l’obbligatorietà dei contratti scritti, la scheda di trasporto digitale e criteri trasparenti per la costruzione delle tariffe. Solo riequilibrando il rapporto con la committenza e incalzando il Governo su una riforma strutturale, secondo Donati, si potrà evitare che i trasportatori si ritrovino tra pochi mesi a combattere contro gli stessi problemi che ne minacciano la sopravvivenza.