• 12 Settembre 2026 15:36

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Canoni demaniali, Assomarinas vince ancora al TAR: annullati gli aumenti ISTAT dal 2023 al 2025

I giudici bloccano il maxi-incremento retroattivo del 25% e aprono la strada ai rimborsi per i concessionari; la nuova metodologia scatterà solo dal 2026.

Roma – Una nuova e significativa pronuncia del TAR del Lazio segna un punto di svolta per il comparto della portualità turistica e per l’intero settore delle concessioni demaniali. I giudici amministrativi hanno infatti accolto il ricorso promosso da Assomarinas, curato dall’avvocato Rodolfo Barsi, annullando i decreti ministeriali che disponevano l’adeguamento ISTAT dei canoni demaniali per le annualità 2023, 2024 e 2025. La sentenza ha confermato l’illegittimità dell’applicazione retroattiva del maxi-incremento del 25% dei canoni, bocciando la metodologia di calcolo utilizzata nei provvedimenti poiché basata su un indice mediato non conforme alle normative.

Il pronunciamento dei magistrati stabilisce un principio chiaro: il nuovo metodo di calcolo dell’indice potrà trovare applicazione esclusivamente a partire dal 2026, escludendo qualsiasi efficacia retroattiva precedentemente sostenuta dall’Amministrazione finanziaria. Per effetto di questa decisione, l’aumento applicato a partire dal 2023 viene dichiarato del tutto illegittimo, aprendo di fatto la strada ai rimborsi. I concessionari che in questi anni hanno corrisposto gli importi maggiorati avranno infatti il diritto di richiedere e ottenere la restituzione delle somme versate in eccesso alle casse dello Stato.

Per l’associazione di categoria si tratta della seconda vittoria consecutiva ottenuta davanti al TAR del Lazio sulla medesima materia, un risultato che consolida la linea difensiva portata avanti a tutela delle imprese balneari e portuali. Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio, il quale ha definito la sentenza un traguardo di straordinaria importanza non solo per gli associati, ma per la totalità dei concessionari demaniali italiani. Secondo Perocchio, il principio affermato dal tribunale restituisce finalmente certezza giuridica al settore, ponendo fine a una tassazione retroattiva ingiustificata e vincolando il Ministero ad adeguarsi tempestivamente alla decisione del giudice amministrativo.