• 12 Settembre 2026 16:45

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Assiterminal boccia il doppio ruolo di Porti d’Italia S.p.A. e difende l’autonomia dei territori

Il position paper dei terminalisti evidenzia il rischio di sovrapposizioni burocratiche e chiede di cancellare la norma sulla revoca retroattiva delle concessioni

Assiterminal stringe i tempi sul riassetto della governance portuale e presenta una fitta serie di emendamenti al Disegno di Legge istitutivo di Porti d’Italia S.p.A. Nel corposo position paper elaborato dall’Associazione italiana dei terminalisti portuali, presieduta da Tomaso Cognolato, si analizzano nel dettaglio i rischi sistemici della riforma, suggerendo correttivi mirati per blindare l’efficienza del sistema e tutelare la certezza degli investimenti privati.

Il primo nodo critico evidenziato riguarda il rischio concreto di sovrapposizioni istituzionali. Secondo l’Associazione, la nascita di Porti d’Italia S.p.A. rischia di generare duplicazioni di competenze con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) e l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). Questo potenziale doppio ruolo del nuovo soggetto potrebbe compromettere il principio di separazione tra funzioni pubbliche e attività economiche, finendo per scoraggiare l’afflusso di capitali privati. Da qui la richiesta di delimitare rigorosamente le funzioni operative della futura S.p.A., circoscrivendo i poteri sostitutivi del MIT ai soli casi di comprovata e straordinaria necessità.

Per salvaguardare la prossimità decisionale del territorio, Assiterminal propone di non arretrare rispetto al ruolo operativo e strategico delle singole AdSP. La regia nazionale sugli investimenti deve integrarsi virtuosamente con la Conferenza nazionale delle Autorità di Sistema Portuale, l’Organismo di partenariato della risorsa mare e le sigle datoriali più rappresentative. L’obiettivo è garantire un confronto strutturato con gli operatori che conoscono le reali esigenze operative degli scali, evitando di ripristinare vecchi e superati assetti burocratici.

Sul delicato fronte delle concessioni demaniali, il documento esprime una netta contrarietà all’ipotesi di un affidamento congiunto o “duale” tra AdSP e Porti d’Italia S.p.A. Una simile frammentazione comporterebbe un pesante effetto domino su tutta la legislazione secondaria e sui regolamenti locali. Le concessioni devono rimanere di competenza esclusiva delle Autorità di Sistema Portuale, anche laddove l’opera sia finanziata da un privato. Per garantire stabilità, trasparenza e parità concorrenziale, l’associazione chiede inoltre di escludere qualsiasi prelievo regionale o territoriale aggiuntivo sui canoni demaniali.

La posizione dell’Associazione si fa estremamente ferma su due passaggi normativi specifici del disegno di legge. All’articolo 5-sexies si chiede di confermare l’esclusività dell’affidamento in capo alle AdSP, ammettendo al massimo un parere obbligatorio del MIT per le sole opere strategiche. Di segno radicalmente opposto è invece il giudizio sul comma 8 dell’articolo 29: la norma, che prevede la verifica di conformità delle concessioni già in essere al DM 202/2022 con la minaccia di revoca in caso di mancato adeguamento, viene ritenuta inaccettabile e lesiva della certezza del diritto, motivo per cui Assiterminal ne chiede l’immediata abrogazione.

La linea politica e tecnica tracciata nel documento è stata pienamente condivisa dal Comitato di Presidenza di Assiterminal, guidato da Tomaso Cognolato e composto da Antonio Barbara, Giancarlo Russo, Luca Trevisan e Giuliana Brucato, insieme al Direttore Alessandro Ferrari, determinati a sostenere queste proposte emendative nel confronto con le istituzioni per salvaguardare la competitività dei porti italiani.