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UNIPORT: “Riforma dei porti, serve una regia nazionale forte e un confronto vero con gli operatori”

DiCatello Scotto Pagliara

Nov 19, 2025

All’Assemblea pubblica di Roma, il Presidente Pasquale Legora De Feo indica le priorità del sistema portuale: semplificazione, digitalizzazione, energia e una governance più partecipata. Interventi di Musumeci, Rixi, Fitto e Urso.

Roma – Si è aperta con la relazione del Presidente Pasquale Legora De Feo l’Assemblea pubblica di UNIPORT – Unione Nazionale Imprese Portuali, tenutasi oggi nella Capitale alla presenza di rappresentanti del Governo, delle istituzioni, dei media e del mondo associativo marittimo e logistico.
L’incontro, che ha segnato un nuovo passo nel percorso di rafforzamento dell’associazione – testimoniato anche dall’inaugurazione della nuova sede romana – ha offerto l’occasione per un confronto approfondito sulla
riforma dell’ordinamento portuale e sulle principali questioni strategiche che interessano il settore.

Legora: “I traffici reggono, ma il 2025 segna uno stallo regolatorio”

Nella sua relazione, Legora ha tracciato un quadro puntuale delle sfide che attendono il comparto portuale italiano.
“Il 2025 ha mostrato segnali di tenuta dei traffici marittimi – ha dichiarato – ma resta uno stallo regolatorio preoccupante”.
Tra le criticità segnalate, la
mancata istituzione del Fondo per il pensionamento dei lavoratori portuali e la nuova imposta regionale campana sulle concessioni demaniali, che rischia di creare squilibri competitivi tra porti.

Sicurezza, digitalizzazione ed energia

Il Presidente ha richiamato la necessità di razionalizzare i nuovi adempimenti legati a cybersicurezza e controllo degli ingressi in UE, ricordando che “la tecnologia deve semplificare, non complicare”.
Legora ha inoltre espresso forte preoccupazione per
il costo dell’energia, tra i più alti in Europa, che incide pesantemente su porti e trasporto marittimo, “settori energivori per definizione”.

Riforma della governance: “Bene il coordinamento, ma serve confronto vero”

Ampio spazio è stato dedicato alla discussione sulla Porti d’Italia SpA, progetto inserito nella bozza di riforma.
“Giudizio positivo sull’obiettivo di un maggiore coordinamento nazionale – ha detto Legora – ma servono garanzie di confronto con gli operatori economici e chiarezza nei ruoli tra
MIT e ART”.
Il Presidente ha inoltre avvertito che una riforma “a costo zero” non deve sottrarre risorse alle
Autorità di Sistema Portuale, né introdurre nuovi livelli di burocrazia.
Sul tema dei
dragaggi, Legora ha criticato l’assenza di vere semplificazioni e chiesto di superare la normativa che assimila i materiali dragati ai rifiuti.

Più voce alle imprese nei processi decisionali”

UNIPORT chiede di riportare i terminalisti e le rappresentanze economiche al centro delle sedi decisionali, con diritto di voto su infrastrutture, costi, livelli di servizio e regolazione.

Le tre priorità urgenti

In attesa della riforma complessiva, l’associazione ha individuato tre misure non più rinviabili:

  1. Revisione della tassazione regionale sui canoni di concessione;

  2. Attivazione immediata del Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori portuali;

  3. Gestione equilibrata delle retribuzioni ferie, per preservare il modello di relazioni industriali e il ruolo del CCNL.

ETS e competitività mediterranea

Sul fronte europeo, Legora ha ribadito la necessità di rivedere il sistema ETS, definendolo “una sovrattassa che penalizza i porti UE rispetto a quelli extraeuropei”. Ha tuttavia accolto con favore “i segnali di ripensamento” provenienti da Bruxelles.

Infrastrutture e intermodalità

La competitività nel Mediterraneo – ha sottolineato – si gioca sull’efficienza logistica complessiva e sull’integrazione intermodale”.
Secondo Legora, serve “una
regia nazionale forte” che coordini le opere portuali con strade, ferrovie, interporti e aree ZES/ZLS, per garantire “equità, efficienza e crescita”.

UNIPORT è pronta a dare il proprio contributo con spirito costruttivo, competenza e responsabilità”, ha concluso il Presidente.

 Interventi istituzionali

Musumeci: “Una strategia nazionale unica per i porti italiani”

Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha definito la riforma “strategica per la competitività del Paese nel Mediterraneo”, ricordando la necessità di “recuperare terreno e affrontare la concorrenza dei Paesi nordafricani e mediorientali”.
Ha inoltre annunciato l’intenzione di portare
il progetto di riforma al Consiglio dei Ministri entro l’anno, e ha criticato “le norme troppo complesse sui dragaggi, frutto di un ambientalismo integralista”, annunciando un tavolo con il Ministro Gilberto Pichetto Fratin per semplificare la normativa.

Rixi: “Dobbiamo trasformare la centralità geografica in centralità logistica”

Il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha sottolineato l’urgenza di una riforma organica del sistema portuale, capace di creare un modello unico per le autorizzazioni ai dragaggi e tempi certi per le opere.
“Serve una visione comune – ha aggiunto – che integri le infrastrutture portuali con quelle ferroviarie e stradali, concentrando le azioni delle AdSP su obiettivi strategici per la crescita”.

Fitto: “Porti europei al centro della strategia di sviluppo e sicurezza”

In un videomessaggio, il Commissario europeo Raffaele Fitto ha ricordato che i porti “sono asset fondamentali per lo sviluppo economico e la sicurezza dell’Europa” e ha annunciato che la Commissione UE adotterà nei prossimi mesi “una strategia portuale e industriale marittima condivisa con gli operatori”.

Urso: “L’Italia può diventare il Southern Gateway dell’Europa”

Nel messaggio inviato all’Assemblea, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ribadito il ruolo strategico delle imprese portuali, “protagoniste della connessione tra il sistema produttivo e i mercati globali”.
Urso ha ricordato gli investimenti da
300 milioni di euro per le ZLS e le opportunità della ZES unica per il Mezzogiorno, oltre al potenziamento delle ITS Academy per formare le competenze necessarie al settore.

Solo attraverso innovazione, sostenibilità e azione di sistema – ha concluso – potremo consolidare la leadership portuale dell’Italia e rafforzare la sua proiezione internazionale.”