• 7 Settembre 2026 14:21

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Assarmatori, il grido d’allarme di GNV sul rischio competitività per i porti europei con la tassa ETS

Al meeting annuale di Roma il CEO Matteo Catani evidenzia la necessità di correttivi per difendere le Autostrade del Mare e chiede di usare i proventi per finanziare i carburanti green

Roma – Il trasporto marittimo deve rimanere al centro della decarbonizzazione della logistica europea, ma le attuali regole sulla transizione energetica rischiano di penalizzare l’Europa a favore dei mercati extra-UE. Questo il messaggio centrale lanciato a Roma da Matteo Catani, CEO di GNV, intervenuto all’Annual meeting di Assarmatori in rappresentanza della compagnia e del Gruppo MSC. Pur condividendo pienamente gli obiettivi globali di sostenibilità, il manager ha espresso forti preoccupazioni sulla rigidità di alcuni strumenti regolatori, in primis il sistema di tassazione ETS (Emission Trading System), sottolineando il rischio concreto di creare profonde distorsioni competitive nel mercato.

Secondo l’analisi di Matteo Catani, l’applicazione dell’ETS nella sua forma attuale rischia di produrre pesanti effetti collaterali negativi su due fronti strategici. Da un lato finisce per penalizzare le cosiddette Autostrade del Mare rispetto al trasporto su gomma, che non è sottoposto agli stessi oneri economici. Dall’altro, la normativa indebolisce i porti europei di transhipment rispetto agli hub posizionati fuori dai confini comunitari, innescando una potenziale fuga di traffici commerciali e investimenti verso l’esterno. Per scongiurare questa perdita di competitività del sistema logistico continentale, il vertice di GNV ha chiesto l’introduzione immediata di correttivi normativi che garantiscano condizioni di concorrenza equilibrate sia tra le diverse modalità di trasporto, sia tra gli scali europei e quelli dei Paesi terzi, affinché la sostenibilità si trasformi in un fattore di crescita industriale e non in un freno per l’attrattività dell’Europa.

La sfida della decarbonizzazione, ha aggiunto il rappresentante del Gruppo MSC, richiede necessariamente una visione industriale a lungo termine e investimenti concreti che coprano l’intera filiera energetica. In tal senso, il colosso dello shipping sta già facendo la sua parte investendo massicciamente in navi di nuova generazione progettate per l’utilizzo di combustibili a basse emissioni, spaziando dal GNL (Gas Naturale Liquefatto) fino ai biocarburanti e ai carburanti sintetici. Tuttavia, per accelerare davvero questa transizione, la vera urgenza resta la disponibilità su larga scala di queste fonti alternative a costi che siano economicamente sostenibili per le imprese.

La proposta lanciata da Matteo Catani sul palco di Assarmatori mira quindi a cambiare la natura stessa della tassa sulle emissioni. L’idea è quella di trasformare l’ETS da un mero strumento di costo punitivo a un vero e proprio motore di investimento strategico. I proventi derivanti dalla tassazione dovrebbero essere interamente reinvestiti come leva industriale per finanziare lo sviluppo delle filiere produttive dei carburanti sintetici, per ammodernare le infrastrutture dei porti e per ridurre il forte divario di prezzo che oggi separa i carburanti ecologici da quelli tradizionali. Solo in questo modo, secondo il numero uno di GNV, sarà possibile coniugare la tutela dell’ambiente con la competitività delle aziende e con la conquista di una maggiore autonomia energetica da parte dell’Europa.