A Milano ANBI Lombardia presenta i nuovi interventi candidati al Piano nazionale per le infrastrutture idriche. La regione tra le più finanziate: già 83 milioni assegnati a sei opere
Milano – In un contesto sempre più segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici, i Consorzi di bonifica e irrigazione della Lombardia rivendicano il proprio ruolo strategico nella gestione della risorsa idrica, nella prevenzione della siccità e nella sicurezza del territorio. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa promossa da ANBI Lombardia e ospitata nella storica cornice della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Un luogo simbolico, scelto per il forte legame con l’acqua: qui sono custoditi il “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci, il dipinto “L’allegoria dell’acqua” di Brueghel il Vecchio e perfino i resti di una canaletta romana in pietra per lo scarico delle acque meteoriche, esempio di antiche opere di bonifica idraulica.
L’incontro con la stampa, moderato dal direttore Mario Reduzzi, ha visto la partecipazione del presidente di ANBI Lombardia Alessandro Rota, del direttore generale di ANBI Massimo Gargano e di Carlo Enrico Cassani in rappresentanza della Regione Lombardia. Al centro del confronto il ruolo dei Consorzi e i progetti lombardi candidati al Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).
«Questa presentazione – ha sottolineato il presidente Alessandro Rota – è l’occasione per ribadire la straordinaria capacità progettuale dei Consorzi di bonifica e irrigazione lombardi, in grado di proporre opere fondamentali per l’economia, l’ambiente e i cittadini. Il PNIISSI rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell’acqua e un’opportunità concreta per superare la logica emergenziale, garantendo continuità agli investimenti sui territori».
Secondo Rota, affrontare il cambiamento climatico richiede «uno sforzo collettivo basato su una nuova cultura dell’acqua che unisca consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa». In questo scenario, i Consorzi – grazie alla loro presenza capillare e alle competenze tecniche – sono pronti a svolgere un ruolo centrale nella gestione sostenibile del territorio.
Sulla stessa linea il direttore generale di ANBI, Massimo Gargano, che ha definito i Consorzi lombardi «un’eccellenza del sistema», ricordando come siano riusciti a rispettare i rigorosi cronoprogrammi del PNRR. «Il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI riguarda proprio la capacità operativa dei Consorzi – ha spiegato – che rappresentano il vero front office del territorio e spesso gli unici uffici di progettazione di area vasta ancora attivi».
A livello nazionale, con l’Avviso 2023 del PNIISSI sono state presentate 418 proposte progettuali per un valore complessivo di circa 12 miliardi di euro. In Lombardia sono stati candidati 14 interventi – dodici dai Consorzi di bonifica, uno dal Consorzio dell’Oglio e uno relativo alle opere sul Lago d’Idro – tutti ritenuti ammissibili per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro.
Nel primo stralcio del piano, che ha finanziato 75 interventi in tutta Italia con oltre 957 milioni di euro, alla Lombardia sono stati assegnati quasi 83 milioni per sei opere: quattro ai Consorzi di bonifica (Est Ticino Villoresi, Media Pianura Bergamasca, Garda Chiese e Navarolo), uno al Consorzio dell’Oglio e uno per gli interventi sul Lago d’Idro. Con una quota del 17,3% delle risorse complessive, la regione si colloca al secondo posto in Italia per finanziamenti ottenuti.
Intanto si guarda già alla nuova programmazione. Con l’Avviso 2025, pubblicato lo scorso ottobre, in Lombardia sono stati presentati 22 nuovi progetti – 21 dai Consorzi di bonifica e uno dal Consorzio dell’Adda – per un valore complessivo di oltre 495 milioni di euro. Di questi, circa il 67% riguarda interventi esecutivi immediatamente cantierabili.
Si tratta in gran parte di opere di manutenzione straordinaria e ammodernamento delle infrastrutture idrauliche – dalle reti di distribuzione ai sistemi di invaso – con l’obiettivo di migliorare la gestione dell’acqua, ridurre le dispersioni e rafforzare la resilienza dei territori di fronte alle sfide poste dal clima.
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