Venezia, grandi navi. Stop graduale a partire dal 2014

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Bernardo: “A rischio 180 toccate l’anno”

Applicazione, dopo un anno e otto mesi, del decreto Clini-Passera alla laguna di Venezia. Palazzo Chigi ha deciso di vietare gradualmente il transito delle navi da crociera dirette o in partenza da Venezia per il canale di Giudecca e di prevedere una nuova via di accesso alla Stazione marittima, individuata nel canale Contorta Sant’Angelo, come diramazione del Canale Malamocco-Marghera. “Per la prima volta il Governo è intervenuto concretamente sulla questione delle Grandi Navi da crociera, e già questo è un punto rilevante – ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni. Quel che è importante è che oggi si è invertita finalmente la tendenza al gigantismo in Laguna. Basta mega crociere a due passi da San Marco, si imporranno infatti fin da subito limiti ben precisi sulle navi che potranno entrare a Venezia”. Il provvedimento prevede due scansioni temporali: dal 1 gennaio 2014 dovrà essere vietato il passaggio nello stesso Canale dei traghetti, con conseguente riduzione del 25% dei transiti davanti a San Marco e del 50% delle emissioni inquinanti, oltre alla riduzione fino al 20% (rispetto al 2012) del numero delle navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate abilitate a transitare per il Canale della Giudecca. Dal 1 novembre 2014 divieto definitivo di transito delle navi crocieristiche superiori a 96.000 tonnellate di stazza lorda. Andranno, infine, assicurate una riduzione dello stazionamento giornaliero massimo (non superiore a 5 navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate) e una contrazione dei passaggi residui nelle ore centrali della giornata, con concentrazione delle partenze e arrivi all’alba e al tramonto. In considerazione delle prospettive di sviluppo del porto di Venezia, centrate sulla piattaforma d’altura e sulla bonifica e riconversione del porto di Marghera, si è deciso di promuovere una revisione del Piano regolatore portuale con l’obiettivo, tra l’altro, di definire e realizzare a Marghera siti alternativi rispetto all’attuale terminal crocieristico. Negativo il commento di Cruise Venice, il comitato a favore della presenza delle navi in laguna guidato da Massimo Bernardo, che definisce “assurdo” il limite d’ingresso per le navi con stazza superiore alle 96 mila tonnellate. “Un limite irrazionale – denuncia Bernardo – che poteva essere portato almeno a 110.000 tonnellate,  privo di ogni fondamento scientifico che  finirà per mettere in ginocchio il porto di Venezia e ne segnerà la fine”. Secondo il comitato si rischia la perdita di circa 180 toccate l’anno.