Venezia, firma per la progettazione definitiva del porto offshore

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Firmato a Ca’ Farsetti il contratto di progettazione definitiva del sistema portuale offshore-onshore di Venezia, che comprende la realizzazione di una piattaforma d’altura a 8 miglia da Malamocco e di terminal container in area Montesyndial a Porto Marghera. L’atto è stato sottoscritto, alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dal presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, e dal “general manager” dell’Overseas Marketing Development for Europe and Middle East di CCCG, Song Debin, in rappresentanza del raggruppamento di imprese italo-cinese 4C3 che si è aggiudicato l’appalto da 4 milioni di euro. “Siamo particolarmente contenti che ad aggiudicarsi la progettazione definitiva del porto offshore sia stato il consorzio 4C3, perché la China Communications che lo guida si relazionerà ai massimi livelli mondiali e certificherà quanto stiamo facendo,” ha spiegato il primo cittadino. “Nell’era della globalizzazione era necessario un nostro efficientamento, per entrare nella rete dei porti mondiali e ricominciare a ragionare in termini di libero mercato. E’ così che creiamo lavoro per i nostri ragazzi e diamo un futuro alla città e ai suoi cittadini”. Per il presidnete Costa il porto offshore rappresenta “un nuovo modo di fare porto”. “Con questo progetto facciamo un regalo a Venezia, perché la sua economia potrà ancora contare sulla portualità, affiancando e riequilibrando il settore turistico, ma d’altra parte, consentiamo a Venezia di fare un regalo all’Italia e all’Europa, perché il sistema offshore-onshore sarà in grado di inserirsi nel sistema navale e logistico del traffico merci globale. Entro sei mesi la progettazione definitiva sarà realizzata e presentata al Governo, per poter decidere definitivamente sull’opera”. Debin ha infine inquadrato il progetto di Venezia nella più ampia politica proposta dalla Cina “One belt one road”, che prevede lo sviluppo e l’implementazione di una nuova via della seta, che migliori la rete dei collegamenti commerciali mondiali e che, per ragioni anche storiche, non poteva non includere Venezia.