Un piano da 12 miliardi per la Marina italiana

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La proposta dell’Ammiraglio De Giorgi rilancerebbe anche i cantieri di  Castellammare

L’inconsapevolezza dell’importanza delle attività marittime nel loro complesso sta mettendo a rischio il ruolo della Marina. L’Ammiraglio De Giorgi nel corso del suo intervento nel convegno “La Pirateria marittima minaccia i Paesi del Mediterraneo” tratteggia scenari cupi per il futuro della flotta italiana. “Nel prossimo decennio – spiega – saranno radiate 51 unità a fronte del previsto ingresso in servizio di sole 11, con una riduzione della flotta del 66% entro il 2025”.  Un allarme per le capacità operative della forza navale italiana cui bisognerebbe rispondere con un piano di sviluppo incentrato sul “made in Italy”: su quei cantieri che attualmente  lavorano al 50% della loro capacità produttiva e capaci di generare un indotto variegato “con un moltiplicatore d’occupazione calcolato in 1 a 6 e in almeno 3,5 in termini di moltiplicatore di redditività”. “Occorrerebbe – continua il Capo di Stato Maggiore – introdurre in servizio 2/3 navi all’anno per 12 anni”. Innumerevoli i vantaggi illustrati da De Giorgi per un piano dal costo di circa 12 miliardi: lavoro per 25 mila persone; ritorno fiscale per lo Stato di circa 6 miliardi; mancato ricorso alla cassa integrazione per circa 20 mila persone con un risparmio stimato in 8,1 miliardi. Anche un impatto positivo per il centro –sud (18,9 miliardi, 45% del totale) “capace di rilanciare in modo definitivo importanti realtà cantieristiche attualmente in crisi come la Fincantieri di Castellammare”.