Un hub nel corridoio “Reno-Alpi”: intesa Liguria, Lombardia e Piemonte

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Lombardia, Liguria e Piemonte uniscono le loro forze per dare vita ad un territorio competitivo nel settore della logistica, con il porto di Genova che punta a diventare un hub del corridoio “Reno Alpi”. A Expo, nello spazio di Pianeta Lombardia, i tre Presidenti di Lombardia, Liguria e Piemonte hanno infatti siglato un Protocollo d’intesa per definire i primi passi che porteranno a lavorare su un progetto di potenziamento delle infrastrutture. “Cominciamo a parlare di infrastrutture per costruire la macroregione con Liguria, Piemonte e Svizzera la regione “Reno Alpi” – ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni – Partiamo oggi con un progetto europeo che consentirà alla Lombardia di avere uno sbocco sul mare”. Si tratta di “un accordo fra tre Regioni che sono in comunicazione e hanno modelli di sviluppo comuni e che hanno bisogno di modernizzare le loro infrastrutture”, ha aggiunto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Il sistema dei porti liguri con quello dei collegamenti piemontesi e lombardi, verso ovest attraverso l’alta velocità Torino- Lione e verso il nord attraverso la Svizzera “credo che possano costituire una piattaforma logistica competitiva con le grandi piattaforme del nord Europa, come Rotterdam e Anversa – ha concluso il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino – In particolare pensando al raddoppio del canale di Suez che sposterà ulteriormente il traffico di merci attraverso il Mediterraneo”. Saranno una cabina di regia “politica” composta dagli stessi presidenti di Lombardia, Liguria e Piemonte e una Cabina “tecnica” gli strumenti di governance di livello sovraregionale per definire una piattaforma condivisa delle articolazioni della Piattaforma logistica del Nord-Ovest. È quanto prevede l’intesa raggiunta a Pianeta Lombardia. “Noi siamo interessati a questo coordinamento – ha sottolineato Maroni – senza la pretesa di essere egemoni, anche se in Lombardia c’è una concentrazione fortissima di attività logistiche: il comparto vale 10 miliardi di euro pari al 30% di tutta la logistica nazionale e genera il 30% del traffico nazionale, in gran parte verso destinazioni internazionali”. L’area geografica compresa fra il Nord Tirreno e la Baviera include Lombardia, Liguria, Piemonte, gran parte della Svizzera e i Lander della Baviera e del Baden Württenberg, a livello di Unione Europea viene definita “Reno Alpi” e costituisce un mercato di grandi potenzialità. In questo quadro il porto di Genova potrà giocare il ruolo di principale strumento di alimentazione del corridoio e si colloca in posizione strategica nella Macro Area del Nord Ovest svolgendo un ruolo di cerniera tra il sistema della portualità ligure e le aree poste sull’interconnessione dell’asse che collega l’est-ovest (corridoio Mediterraneo) e l’asse nord-sud (corridoio Reno-Alpi) potenziato dalla prossima apertura del traforo del Gottardo. L’obiettivo è rendere queste regioni territorio competitivo a livello globale. “Sono convinto – ha commentato il presidente della Regione Piemonte Chiamparino, che è anche presidente della Conferenza delle regioni – che questa sia una strada strategica per il Sistema Italia: la portualità ligure, insieme alla retroportualità piemontese e all’intermodalità della Lombardia insieme all’indispensabile collegamento con Svizzera ci portano ad avere un ruolo da protagonisti anche rispetto all’asse est-ovest che collega la penisola iberica con l’Est Europa. Con il presidente Maroni sono d’accordo su tutto”. “Non sottovaluterei l’esistente – ha proseguito Chiamparino – e se cominciamo a mettere a sistema gli investimenti su Savona, con i centri modali che già ci sono e li facciamo funzionare in modo integrato, diamo un forte segnale nazionale che fa capire come siamo in grado di muoverci”. “Un passo avanti – ha aggiunto il presidente ligure Toti – più lungo di quanto immaginavamo: una “Cabina di Regia” politica con le presidenze delle tre Regioni serve sia al coordinamento di tutto quello che dobbiamo fare insieme, sia alla gestione dell’esistente, sia a esercitare pressione politica necessaria a livello nazionale”. “Liguria, Lombardia e Piemonte hanno modelli di sviluppo comuni e hanno bisogno di rendere moderne ed efficienti le loro infrastrutture. Il mondo va avanti, il Canale di Suez è stato raddoppiato, gli svizzeri raddoppiano i loro valichi: anche l’Italia deve tenere il passo”. “La crisi dell’integrazione europea – ha aggiunto Toti – deve indurre i territori a un grande sforzo di coesione per puntare a comuni obbiettivi di crescita e di competitività internazionale”. Siamo di fronte ad un mercato con grandi opportunità “se si saprà garantire la libera circolazione delle merci e dei servizi, l’efficienza, la competitività e il rispetto delle regole. Il porto di Genova, con l’hub portuale ligure nel suo complesso, si pone come la grande sfida da cogliere per collegare quest’area ai mercati internazionali se saprà giocare il ruolo di principale strumento di alimentazione del corridoio “Reno Alpi” rinnovandosi per assicurare efficienza e competitività insieme ai suoi alleati internazionali. “Non stiamo parlando di infrastrutture che servono solo alla Lombardia, alla Liguria, al Piemonte – ha aggiunto Toti – ma che servono all’Italia, come il Frejus e il Terzo Valico, la razionalizzazione della rete autostradale delle tre regioni, o come la grande diga nel porto di Genova che servirà a ospitare navi sempre più grandi. Diciamo che oggi – conclude – cominciamo a pensare alle tre regioni come saranno nei prossimi vent’anni”.